Amazon ammette che gli autisti, pur di fare in fretta, sono costretti a urinare nelle bottiglie
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Amazon ammette che gli autisti, pur di fare in fretta, sono costretti a urinare nelle bottiglie

Dopo le accuse di un deputato del partito democratico USA, Amazon ammette che a volte i suoi autisti, pur di fare in fretta per consegnare le merci, sono costretti a urinare nelle bottiglie.

Amazon fa urinare gli autisti nelle bottiglie

Le accuse al colosso fondato da Jeff Bezos sono partite da un tweet di Pocan:

“Retribuire i dipendenti con 15 dollari l’ora non vuol dire che si tratti di un posto di lavoro all’avanguardia, soprattutto se li costringi a fare la pipì nelle bottiglie di plastica.”

Dopo aver respinto con forza le accuse per intere settimane, Amazon ha dovuto ammettere le sue responsabilità quando diversi media americani hanno cominciato a dare voce alle numerose testimonianze degli autisti dell’azienda.

Lo stesso regista Ken Loach, nell’ultimo film ‘Sorry we missed you‘, ha rivelato l’agghiacciante segreto ormai di Pulcinella.

“Sappiamo – ha ammesso Amazon – che a volte i nostri autisti possono avere problemi nel trovare la toilette a causa del traffico o a volte perché percorrono strade in zone rurali, e questo specialmente nel periodo della pandemia quando molti bagni pubblici sono stati chiusi.”

Una risposta decisamente differente rispetto alla prima reazione al tweet di Pocan, in cui il colosso ironizzava:

“Veramente crede che facciano la pipì nelle bottiglie? Se fosse così nessuno lavorerebbe per noi!”

Amazon oggi dichiara sui suoi dipendenti-autisti:

“Dobbiamo delle scuse a Pocan. Vorremmo risolvere il problema. Non sappiamo come, ma cercheremo delle soluzioni.”

E continua affermando che nella prima replica “non teneva conto degli autisti” ma si era concentrata “erroneamente sui centri di distribuzione”, dove i dipendenti possono “allontanarsi dalle loro postazioni di lavoro in qualsiasi momento” per visitare “le decine di bagni” a loro disposizione.

Il deputato Pocan ha prontamente replicato:

“Non si tratta di me ma dei vostri impiegati, che non trattate con sufficiente rispetto e dignità. Iniziate a riconoscere le condizioni di lavoro inappropriate che avete creato per tutti i vostri dipendenti.”

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