Denise Pipitone: la tv russa conosce già la verità ma la dirà solo in diretta. La rabbia di Piera Maggio
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Denise Pipitone: la tv russa conosce già la verità ma la dirà solo in diretta. La rabbia di Piera Maggio

Dopo 17 anni di distanza dalla scomparsa di Denise Pipitone, avvenuta il primo settembre del 2004, Piera Maggio è impaziente di scoprire se la ragazza russa Olesja Rostova sia davvero la sua bambina.

Ma programma tv russo che ha ospitato Olesja ha deciso che rivelerà il referto dell’esame del DNA solo in diretta tv.

La pornografia del dolore

Il Corriere della Sera in merito alla decisione del programma russo scrive:

“Bisognerà attendere Pasquetta e la diretta di un programma televisivo russo per capire se il gruppo sanguigno di Olesya Rostova, la ragazza di Mosca rapita da piccola e in cerca dei genitori, si incrocia davvero con il dramma di Piera Maggio, la mamma di Mazara del Vallo che vide sparire la sua bimba, Denise, il primo settembre del 2004. È la televisione, bellezza!”

“Ma autori e conduttori del programma, protagonisti a Mosca dello scoop, hanno blindato tutto, in attesa della nuova puntata del programma, ore 17 di lunedì.

Per non rinunciare all’effetto sorpresa, come hanno fatto capire a Frazzitta (avvocato di Piera Maggio) a sua volta invitato in studio, biglietto aereo prepagato, ospite d’eccezione per un raffronto in diretta dei gruppi sanguigni.

Per la verità a Mosca volevano Piera Maggio che è bloccata, convalescente in via di guarigione. Ma ha rinunciato anche l’avvocato accettando di partecipare alla diretta via Skype, collegato dal suo studio di Marsala o, forse, accanto a Piera Maggio.”

La rabbia e la frustrazione di Piera Maggio

Anche Piera Maggio, attraverso l’avvocato Frazzitta, ha commentato l’osceno modus operandi del programma televisivo:

“Ho avuto contatti ieri notte con la redazione russa, abbiamo parlato molto a lungo per arrivare ad un accordo. Bisogna considerare che, sostanzialmente, questa ragazza maggiorenne in questo momento è gestita e aiutata nel fare questi riscontri da persone del primo canale russo.

Se questa storia fosse proseguita in maniera poco chiara, avremmo avuto comunque l’appoggio dell’Ambasciata e dei funzionari italiani a Mosca che avevano dato la loro disponibilità.

Ma non c’è motivo di attivare canali internazionali burocratici o diplomatici perché in questo momento abbiamo un buon rapporto con i giornalisti.”

Intervistato da DavideMaggio.it, l’avvocato con le parole di mamma Piera conclude:

“Se loro vogliono fare audience? Nella stessa misura in cui lo fanno tutti, non stiamo parlando di qualcosa di anomalo.”

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