Google intende avvisarci prima che arrivi una scossa terremoto

Sarà possibile grazie ad un sistema di rilevamento dei terremoti basato su oltre 2 miliardi di telefoni Android attivi
sei in  Tecnologia

7 mesi fa - 8 Maggio 2021

Google intende avvisarci prima che arrivi una scossa terremoto

Un sistema in grado di rilevare immediatamente una scossa sismica, e avvertire la popolazione “concedendo” alcuni secondi di tempo che possono essere vitali per proteggersi da possibili conseguenze.

Si tratta di un progetto ambizioso annunciato di recente da Google, e che ha spinto la comunità scientifica a discuterne fin da subito della sua efficacia.

Vale la pena ricordare che esistono già alcuni sistemi che “tracciano” i terremoti e che danno l’allarme.

Il più famoso è ShakeAlert, attivo negli stati americani di California, Oregon e presto Washington, che si basa sui dati raccolti da una rete di sismografi sparsi negli USA.

Il sistema registra le prime onde d’urto che solitamente si verificano durante questi eventi sismici, anche prima che raggiungano una certa distanza.

Si ricordi che queste onde viaggiano a velocità di 3-10 km al secondo); e dà un allarme alla popolazione locale (tramite sirene, messaggi del cellulare), e questo avviene pochi secondi prima dell’arrivo dell’onda sismica.

Dipende dalla distanza dall’epicentro, dalla natura del terreno, dal tipo di onde sismiche che si propagano.

In ogni caso, il risultato è che in molti casi la popolazione ha maggiori possibilità di mettersi al sicuro e di impegnarsi in comportamenti di autodifesa.

Un sistema simile esiste attualmente in Giappone.

Il sistema Shake Alert ha impiegato 15 anni per essere installato, con un costo di circa 60 milioni di dollari per la progettazione e il funzionamento.

Nel frattempo, vengono spesi circa 30 milioni di dollari all’anno per garantirne il funzionamento. I costi sono principalmente per le stazioni di monitoraggio.

Con queste caratteristiche, è difficile immaginare che questi sistemi possano servire da modello altrove.

Ed ecco che arriva l’azienda di Google. L’idea del colosso di internet è quella di sostituire la tradizionale rete sismografica (costosa e difficile da costruire) con una rete basata su smartphone; sfruttando la capacità di questi ultimi di tracciare i movimenti tramite accelerometri.

Tali sensori di movimento possono essere programmati per agire come rudimentali sismometri, rilevando le vibrazioni del suolo causate da onde simili alle onde prodotte dai terremoti.

Quindi Google sta pensando di creare un sistema di rilevamento dei terremoti basato su oltre 2 miliardi di telefoni Android attivi: una rete ben posizionata e attiva nell’area.

Una volta “registrata” la scarica, il sistema distribuisce l’allarme in modo analogo a quanto avviene con i sistemi attualmente automatici.

I telefoni Android sperimentano i terremoti da 1 anno, ma finora i risultati sono stati disponibili solo per i ricercatori.

Quando un telefono rileva un segnale di una vibrazione sismica, invia un messaggio a un server centrale, insieme a una posizione approssimativa del fuoco sismico. Tutto viene elaborato e tradotto (preferibilmente) in un allarme.

All’inizio ci sono stati molti falsi allarmi, ma in breve tempo la procedura è stata perfezionata. Mentre nel sistema di allarme tradizionale bastano solo 4 postazioni per segnalare un terremoto; nel caso di Google ci vogliono più di 100 telefoni per rilevarlo.

Il sistema è già attivo, anche se in fase di test Con questo sistema, finora, i telefoni Android hanno rilevato più di 1.000 terremoti in tutto il mondo.

Google ha annunciato che i primi a beneficiare (se lo vorranno) di questa tecnologia saranno gli utenti di smartphone che vivono in Nuova Zelanda e Grecia; paesi in cui i terremoti sono una minaccia nota ma che non dispongono ancora di sistemi automatici di rilevamento e allarme.

Leggi anche: Islanda: eruzione vulcanica “imminente” dopo migliaia di terremoti.

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