I 5 libri preferiti di Robert Smith, il frontman dei ‘The Cure’

Ecco 5 delle letture preferite di Robert Smith, iconico musicista e leader della band post punk dei 'The Cure'
di  redazione
1 mese fa - 6 Aprile 2021

In qualità di frontman dell’iconica band post-punk anni ’80 ‘The Cure‘, Robert Smith ha infuso nelle sue canzoni ispirazioni letterarie di vasta portata come la poesia classica di Baudelaire e le ossessionanti storie per bambini di Penelope Farmer.

In un’intervista del 2003 con la rivista francese Rock & Folk, il gotico musicista ha rivelato i titoli dei libri della sua vita:

“A volte, quando ripenso a me stesso da adolescente, leggendo Salinger, Rimbaud o Edgar Allen Poe mi viene voglia di ridere. Ma sarebbe una reazione patetica, tipica di un padre beffardo che affronta le prime emozioni di suo figlio.

Lo stupore è troppo puro per essere deriso. Gli autori per adolescenti sono considerati caricature. Ma prendiamo Jean-Paul Sartre: la sua descrizione della condizione umana rimane impareggiabile e sfido chiunque a fare meglio de ‘La Nausea!”

5 libri preferiti di Robert Smith

Le Cronache di Narnia di CS Lewis
“Mio padre le leggeva per farmi addormentare quando avevo 4 anni. CS Lewis è un autore di fantasy, anche se è molto cattolico. All’epoca le tensioni tra mio padre e mio fratello erano alte, lui era nel pieno della sua crisi adolescenziale.

Adoravo scappare dalla realtà con quei racconti, era il mio unico conforto: stavo solo scoprendo l’incredibile potere della letteratura, quello della consolazione e dell’evasione.”

Racconti di Franz Kafka
“Per la prima volta, la voce del narratore era la mia. Ero il narratore. Mi stavo fondendo nelle sue parole. Ho letto e riletto tutti
libri di Kafka. La sua influenza sulla mia scrittura è enorme, come in “Una lettera a Elise”.”

Charlotte Sometimes di Penelope Farmer
“Ero ossessionato da Charlotte Sometimes, da questa idea della caduta temporale, della dualità, dei problemi di personalità e della tortura che ne consegue.

Charlotte, dopo la sua prima notte in collegio, si sveglia 40 anni prima e in un altro corpo. Questo si collega al tema dei gemelli, su cui Penelope Farmer ha scritto un altro libro affascinante nel 1996. Ho sempre sognato di avere un gemello, qualcuno che non puoi ingannare, che sarebbe sempre lì, come uno specchio.”

Gormenghast di Mervyn Peake
“Fucsia era il mio sogno. Questa idea dell’infinito, dell’irreale, dell’innocenza morente. All’epoca mi consideravo lei, una vittima. Ora il mio fascino si è trasformato in rabbia.

Voglio scuoterla, metterla fuori dalla sua passività contemplativa. Ma è tutta una questione di età. È normale, da adolescente, amare questa idea di essere una vittima, il mondo intero è contro di me, nessuno mi capisce tranne i miei libri. Molte delle mie letture sono collegate a questo.”

Il Paradiso Perduto di John Milton
“Pura poesia, favolosa, un must per un allievo del liceo inglese e molto influente sugli scrittori romantici. Lo stile è forte, incredibile. Ha fortemente influenzato l’album ‘Pornography’.”

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