Il peso della “roba” umana supera quello di tutta la vita sulla Terra.


Il peso della “roba” umana supera quello di tutta la vita sulla Terra.

Edifici, strade, automobili, giocattoli, bottiglie e qualsiasi altra cosa produciamo, ora supera il peso di tutti gli esseri viventi sul pianeta Terra.

“Finalmente” siamo riusciti a coprire il nostro pianeta di più manufatti di quanto ci sia di vivente: batteri, piante, animali e quant’altro si riproduca.

E’ anche per questo che definiamo ANTROPOCENE quest’era del pianeta terra.

ANTROPOCENE perché gli umani hanno cambiato il pianeta: i gas serra sono arrivati a livelli mai visti negli ultimi 800.000 anni, agricoltura e abitazioni hanno alterato il 70% della superficie terrestre, sono state spazzate via un numero incalcolabile di specie e forse siamo all’inizio di una sesta estinzione di massa che durerà centinaia o migliaia di anni e che potrebbe interessare anche noi, forse per lasciare il pianeta a “qualcosa” di più intelligente.

Negli ultimi 500 anni, un periodo infinitamente più piccolo dell’età della terra, almeno 80 delle 5570 specie di mammiferi si sono estinte e secondo le stime prudenti dei biologi è un tasso di estinzione che è in realtà superiore ai tassi documentati per le estinzioni di massa passate.

Tutto ciò era inevitabile se consideriamo, come è riportato in un recente studio su Nature, che la massa globale prodotta dall’uomo, definita “massa antropica”, ha “finalmente” superato tutta la biomassa vivente, esclusa quella presente nelle acque.

Ma anche questa, di questo passo, verrà superata circa nel 2037, perché in media, per ogni persona, ogni settimana viene prodotta una massa antropica pari a più del suo peso corporeo.

La massa di plastica, ad esempio, è il doppio di quella di tutti gli animali.
Il problema è che, purtroppo, questo dato non ci aiuta a trovare una soluzione del problema.

L’impatto ambientale è molto spesso difficile da definire: una diga ha un impatto molto maggiore rispetto alla stessa quantità di calcestruzzo in una città. D’altra parte come sottolinea Eduardo Brondizio, antropologo ambientale presso l’Indiana University a Bloomington, nei paesi in via di sviluppo, dove le città non dispongono di alloggi adeguati, impianti di trattamento delle acque reflue e altre infrastrutture, la scarsità di massa antropica, ovvero di materiali umani, è ingiusta e dannosa per l’ambiente.

“Non è che l’infrastruttura di per sé sia dannosa”, dice.
“Il problema è il modo in cui realizziamo le infrastrutture”.
Speriamo che l’innovazione tecnologica venga in nostro soccorso. Chi vivrà vedrà.

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