Indagine sull’incidente della Funivia del Mottarone: i freni del sistema di sicurezza non funzionavano

Il Santo Padre ha assicurato che "segue con trepidazione la delicata vicenda del piccolo Eitan": il bambino di cinque anni ed unico sopravvissuto della tragedia
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6 mesi fa - 25 Maggio 2021

Indagine sull’incidente della Funivia del Mottarone: i freni del sistema di sicurezza non funzionavano

Le accuse penali sono allo studio nell’ambito delle indagini sull’incidente della funivia dove 14 persone hanno perso la vita domenica scorsa sul lago Maggiore.

Il procuratore capo di Verbania Olimpia Bossi ha detto che le indagini sul tragico evento si concentreranno sulle cause della rottura del cavo e sul perché i freni del sistema della funivia non hanno funzionato.

“Il cavo era a terra, rotto. I freni del sistema di sicurezza non funzionavano. Altrimenti la cabina si sarebbe fermata.

Questi sono fatti, ma il motivo per cui è successo è sotto inchiesta”, ha detto il Procuratore di Verbania in merito all’incidente avvenuto sul Mottarone.

Al momento resta un indizio l’indagine per più omicidio prulurimo e lesioni gravi da negligenza, ma l’accusa sta valutando l’ipotesi di una catastrofe per mancanza di sicurezza nei veicoli.

Il ministero dei Trasporti ha dichiarato che il sistema della funivia era stato rinnovato nell’agosto 2016; era stato sottoposto a un controllo completo di manutenzione nel 2017 e diverse ulteriori ispezioni erano state effettuate lo scorso anno.

“I cavi stessi sono stati controllati a novembre e dicembre 2020”, ha affermato il ministero dei Trasporti.

Intanto il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini ha annunciato che ci sarebbe stata un’indagine sull’accaduto, insieme a un’indagine della Procura.

Trovare però il responsabile non è una missione facile, da un lato può essere il Comune, la Regione o l’azienda che ha effettuato la ristrutturazione nel 2016; l’azienda che ogni anno certifica la funzionalità delle strutture della funivia e passa le segnalazioni al Ministero delle Infrastrutture; che si occupa di manutenzione ordinaria e di emergenza e, da ultimo, agli operatori che erano in servizio al momento dell’incidente.

Il pm è consapevole che “ci vorrà molto tempo per chiarire ogni aspetto della tragedia”. Anche solo per le difficoltà di recupero dei detriti di cabina che si trovano in una zona inaccessibile e consentono gli esami da parte dei tecnici.

“Noi – assicura – cercheremo di dare una risposta esauriente il prima possibile”.

Papa Francesco ha espresso il proprio cordoglio e vicinanza ai familiari delle vittime del Mottarone: per le “tante vite tragicamente spezzate mentre erano immerse nella meraviglia del creato”.

Il Santo Padre ha assicurato che “segue con trepidazione la delicata vicenda del piccolo Eitan”: il bambino di cinque anni ed unico sopravvissuto della tragedia.

Il bimbo ora è ricoverato in Rianimazione nell’Ospedale di Torino e nell’incidente ha perso i genitori, il fratello e i bisnonni.

Le sue condizioni sono stabili e restato ricoverato all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino, nel reparto rianimazione.

La risonanza magnetica non ha evidenziato danni neurologici, cerebrali e al tronco encefalico.

Oggi i medici dell’ospedale pediatrico di Torino inizieranno il suo lento e graduale risveglio. La prognosi resta riservata, ma cresce la fiducia che il piccolo sia presto fuori pericolo.

Indagine sull’incidente della Funivia del Mottarone: i freni del sistema di sicurezza non funzionavano.

Leggi anche: Le vittime dell’incidente in funivia sul Lago Maggiore: i nomi e la loro storia.

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