La maledizione dei Getty: è morto a 52 anni l’erede John Gilbert

La misteriosa morte di John Gilbert è solamente l’ultimo tassello aggiunto al tragico mosaico della biliardaria famiglia Getty.
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1 anno fa - 25 Novembre 2020

La maledizione dei Getty, la travagliata saga di una di una delle famiglie più ricche del pianeta, non sembra arrestarsi.
Uno degli eredi dell’ingente fortuna petrolifera Getty, John Gilbert, è stato ritrovato morto ieri in un albergo di San Antonio, negli Stati Uniti.

Le cause del decesso

Non sono state rese ancora ufficiali le motivazioni del decesso, visto che attualmente è ancora in corso l’autopsia.
L’uomo era un musicista rock di gran talento ma soprattutto uno dei discendenti dell’imprenditore e filantropo Jean Paul Getty, rinomato anche per l’inestimabile collezione d’arte conservata nel Getty Museum, a Los Angeles.

John Gilbert aveva 52 anni e un patrimonio stimato attorno ai 5 miliardi di dollari. Ad annunciare la drammatica scomparsa è stata la sua stessa famiglia con un comunicato: “Ci mancherà profondamente”.

Con il cuore pesante, Gordon Getty annuncia la morte di suo figlio, John Gilbert Getty”, ha aggiunto in una dichiarazione un portavoce del padre di John Gilbert, il compositore Gordon. Anche Ivy, l’unica figlia dello sfortunato erede, ha voluto dedicargli un post su Instagram per dirgli addio: “Mio padre è stato fantastico e io sarò sempre orgogliosa di lui.

Perché si chiama “la maledizione dei Getty”

La morte di John Gilbert è solamente l’ultimo tassello aggiunto al tragico mosaico della famiglia Getty. Nel 2015 è morto per overdose di anfetamine il fratello di John, Andrew, mentre sua madre Ann è morta lo scorso settembre a causa di un infarto.

Ma andando a ritroso la prima vittima è stata Timothy, il quinto figlio del patriarca J. Paul Getty, morto a soli 12 anni nel 1958 per un tumore al cervello. Nel 1973 poi è stata la volta di George Franklin Getty II che, a 49 anni, dopo una vita trascorsa all’insegna di alcol e barbiturici, si è tolto la vita accoltellandosi.

Lo stesso anno, a luglio, la ’ndrangheta calabrese rapisce a Roma il 17enne John Paul Getty III, inseguito liberato dietro il pagamento di un riscatto, ma solo dopo che i banditi gli tagliano un orecchio per dimostrare la loro determinazione.

Questo sequestro segna così profondamente John Paul che si abbandona all’uso di stupefacenti e alcolici che gli causano un ictus che lo conduce alla morte nel 2011, quando oramai è quasi cieco e paralizzato.

Dopo la scomparsa del taycoon J. Paul Getty nel 1976 a 83 anni, Gordon, padre di Andrew e John Gilbert, decide di vendere la compagnia petrolifera Getty Oil alla Texaco per dieci miliardi di dollari credendo, forse invano, di liberarsi finalmente dalla sfortuna che per decenni ha perseguitato la sua famiglia.

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