L’account Instagram di Arseniy Kotov che ricerca perle nascoste dell’architettura sovietica

Nelle fotografie Instagram di Arseniy Kotov si mescolano la grandezza e l'abbandono delle iconiche abitazioni sovietiche
di redazione
2 settimane fa
5 Gennaio 2021

Arsenij Kotov

In questo periodo dove riuscire a viaggiare è sicuramente impraticabile, è possibile ammirare l’Arte sparpagliata per il mondo attraverso gli scatti sparsi sui social. Un esempio su questo versante è il profilo Instagram di Arseniy Kotov (@northern.friend), giovane fotografo che ci conduce alla scoperta della sottovalutata architettura dell’era sovietica.

Classe 1988, l’ex ingegnere presso la fabbrica di missili Soyuz a Samara ha scelto di spostarsi da una parte all’altra della Russia alla ricerca di edifici e strutture insolite, città costruite da un unico piano rigoroso con tubi fumanti delle fabbriche all’orizzonte, pitture rupestri di cosmonauti e scienziati, operai e contadini.

Il modernismo sovietico si è ramificato nelle strutture delle città comuniste dal 1955 quando Nikita Khrushchev scelse di adottare nei piani urbanistici un programma sull'”eliminazione degli eccessi”.

Questo stile ha visto la sua fioritura negli anni ’70 e ’80, quando in Europa e negli Stati Uniti il ??Modernismo era già scomparso, fino ai primi anni degli anni ’90.

Gli scatti

Arsenij Kotov ha quindi visitato negli ultimi anni più di 200 città dell’ex Repubblica sovietica postando inizialmente queste immagini sull’architettura brutalista sui social per poi raccoglierle in un libro-album fotografico chiamato “Soviet Cities“, disponibile qui.

Come un archeologo tra le rovine di una grande civiltà antica, Arseniy Kotov documenta in maniera ipnotica quel che vede, scenari dove urbano e domestico si combinano assieme e che chi ha visto recentemente la serie tv “Chernobyl” conosce molto bene.

Il perché ha scelto di dedicarsi a questo progetto

L’autore degli scatti, Arseniy Kotov, ha voluto spiegare personalmente perché ha scelto di dedicarsi alla ricerca e quindi allo studio dell’iconica architettura sovietica:

“Ho sempre amato viaggiare, ma per alcuni anni dopo aver lavorato nella fabbrica di razzi spaziali mi è stato proibito di lasciare il Paese, quindi ho viaggiato principalmente per le città russe. Inizialmente, sembravano tutti uguali per me. Ma più città ho visitato, più ho notato diversi edifici interessanti e le specificità dell’urbanistica. Da quel momento ho iniziato a fotografare quegli edifici.

Negli ultimi anni, le città post-sovietiche stanno attraversando grandi cambiamenti, il patrimonio architettonico dell’era passata non viene apprezzato, molti degli edifici del modernismo sovietico vengono demoliti o ristrutturati, il loro aspetto e la loro designazione stanno cambiando.

Le fabbriche che non sono in grado di essere competitive nelle condizioni del mercato globale vengono distrutte e al loro posto vengono costruiti centri commerciali. Nelle case della cultura, non c’è più cultura: vengono utilizzati per fiere e vendita di abbigliamento. Un tempo importanti istituti scientifici sopravvivono solo grazie all’affitto dei loro spazi.”

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