L’almanacco di oggi (1 aprile) (1748)
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L’almanacco di oggi (1 aprile) (1748)

L’almanacco di oggi (1 aprile 1748)

L’almanacco si soffermerà su un fatto avvenuto oggi (1 aprile)…però nel 1748. Vediamo assieme qual è!

1 aprile 1748: torna alla luce Pompei.
Il 1 aprile 1748 iniziarono a venire alla luce i primi reperti dell’antica Pompei. Erano, per lo più, monete, dipinti, oggetti metallici, uno scheletro e tracce di una taberna e della strada romana antistante il locale.

Gli scavi, avviati sulla scia del sensazionale rinvenimento di Ercolano, furono voluti da Carlo III di Borbone: la dinastia borbonica voleva accrescere il proprio patrimonio artistico con l’intento di dare maggiore prestigio alla casa reale.

Uno dei primi monumenti ad essere scoperto fu il Teatro Piccolo, detto anche “Odeion“, che gli archeologici chiamarono “Stabiano“, poiché erano ancora convinti di essere sul luogo dell’antica Stabiae, l’odierna Castellammare di Stabia.

Nel corso dei primi scavi i reperti venivano tolti dal sito e portati presso il museo reale di Portici. Tuttavia la mancanza di ritrovamenti di oggetti di valore, fece spostare l’attenzione nuovamente su Ercolano e il cantiere fu chiuso.

Solo undici anni dopo, grazie alla regina Maria Carolina, moglie di Ferdinando I di Borbone, gli scavi vennero ripresi. Così venne fuori una prima parte della struttura urbana della città antica e pochi mesi dopo l’anfiteatro, monumento che fece capire agli archeologi che lì doveva esserci stata una città ricca e fiorente, data l’esistenza di un così importante edificio.

Attualmente l’area archeologica è estesa per circa 44 ettari ed è un sito sotto tutela dell’UNESCO, che lo ha dichiarato patrimonio dell’umanità.

Pompei venne sepolta dall’eruzione del Vesuvio iniziata il 24 agosto nell’anno 79 d.C. Quel giorno, nel primo pomeriggio, dal Vesuvio si sollevò una immensa colonna di vapori, fumo, lava, gas, cenere, anidride carbonica.

Queste sostanze, scagliate verso l’alto formarono una colonna che raggiunse un’altezza di circa quindici chilometri. Tutta l’area circostante al vulcano fu colpita da una incessante pioggia di pomici, detriti e cenere che creò vasti incendi.

Durante la notte tra il 24 e il 25 Ercolano venne investita da un’ondata di lava e distrutta. Al mattino del 25 agosto, anche Pompei fu investita da una colata di lava, che ebbe un effetto devastante.

Nell’arco di due giorni, pure la città di Pompei venne completamente distrutta. Il vulcano era inattivo da diversi secoli e ricoperto da una ricca vegetazione: nessuno a quell’epoca avrebbe potuto ipotizzare possibile una catastrofe di quelle dimensioni.

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