L’almanacco di oggi (11 marzo) (1818 / 1924)
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L’almanacco di oggi (11 marzo) (1818 / 1924)

L’almanacco di oggi (11 marzo) (1818 / 1924)

L’almanacco si soffermerà su due fatti avvenuti oggi (11 marzo)… però nel 1818 e nel 1924. Vediamo assieme quali sono!

11 marzo 1818: “Frankenstein” di Mary Shelley.
L’11 marzo 1818 viene pubblicato anonimo a Londra “Frankenstein”, della scrittrice Mary Shelley. Il libro ha per protagonista il medico Victor Frankenstein che, assemblando pezzi di cadavere raccolti negli obitori, costruisce una creatura deforme, cui dà vita con una scarica elettrica. Il mostro sfugge al suo controllo, va in giro per l’Europa commettendo omicidi e violenze, fino ad un epilogo tragico al Polo Nord.

Lo scienziato protagonista del romanzo Frankenstein, o il moderno Prometeo, il medico Victor Frankenstein, nel momento culminante dello straordinario esperimento che ha condotto, afferma: «Fu in una tetra notte di novembre che vidi il compimento delle mie fatiche. Con un’ansia simile all’angoscia radunai gli strumenti con i quali avrei trasmesso la scintilla della vita alla cosa inanimata che giaceva ai miei piedi».

Il libro, annoverato tra i più popolari romanzi horror della letteratura, fu accolto
benissimo dalla critica e divenne presto un best seller. Suscitò però anche grande sorpresa quando, alla seconda edizione, si scoprì che l’autore era una donna e, oltretutto, giovanissima, appena 21 anni.

Frankenstein è uno dei miti moderni della letteratura, probabilmente perché affonda le sue radici nelle paure degli uomini del tempo verso il nuovo, verso le tecnologie “moderne” e, soprattutto, nei confronti dei diversi.

La figura del mostro creato dalla scienza espresse bene i timori e i dubbi nei confronti ad esempio del galvanismo, che sosteneva giustamente la presenza di elettricità intrinseca negli esseri viventi e delle dottrine filosofico-scientifiche dell’epoca, incentrate sulla natura dell’origine della vita e sulla possibilità di ricrearla in organismi inanimati.

Il nome di Frankenstein è entrato nell’immaginario collettivo in ambito letterario, cinematografico e televisivo: portato sul grande schermo per la prima volta nel 1910, il romanzo ha ispirato innumerevoli trasposizioni cinematografiche, la più recente è del 2015, con “Victor – La storia segreta del dott. Frankenstein” del regista Paul McGuigan.

11 marzo 1924: nasce Franco Basaglia.
Franco Basaglia nasce a Venezia l’11 marzo del 1924. Grande innovatore nell’ambito della psichiatria e del trattamento del paziente psichiatrico, a lui dobbiamo la legge 13 maggio 1978, n. 180, in tema di “Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori”.

Chiamata anche “legge Basaglia”, fu l’esito delle sue lunghe battaglie condotte in nome di due principi fondamentali: restituzione di dignità e valore ai malati e centralità della persona. Prima di allora i malati con disturbi psichici erano considerati irrecuperabili e pericolosi socialmente, pertanto allontanati dalla società e rinchiusi nei manicomi. La Legge 180 permise la chiusura dei manicomi e l’apertura di servizi territoriali per la cura del disagio mentale.

Laureatosi in medicina nel 1949, Basaglia si avvicina, durante gli anni universitari all’esistenzialismo di Jean-Paul Sartre, che influenzerà fortemente il suo pensiero.

Divenuto docente di psichiatria dell’Università di Padova nel 1958, lascia l’insegnamento nel 1961 poiché le sue tesi sulla psicopatologia e il trattamento delle malattie mentali erano giudicate rivoluzionarie e poco ortodosse rispetto al clima culturale vigente in quel periodo.

Nominato direttore dell’ospedale psichiatrico di Gorizia, Basaglia entra in contatto con la realtà dell’istituzione psichiatrica e si rende conto che i pazienti non sono considerati persone in difficoltà e da aiutare, ma soggetti da controllare, reprimere, sedare e nascondere. Lui è però convinto che il rapporto tra terapeuta e paziente si debba basare su presupposti diversi da quelli allora in vigore: occorre dialogare e non annientare l’altro.

Per questo inizia una battaglia per restituire a queste persone maggiore dignità e diritto alle cure. In poco tempo, Basaglia riesce a modificare i metodi di cura applicati in quel periodo.

In primo luogo elimina la terapia elettroconvulsivante e incoraggia un nuovo tipo di relazione tra malato e personale medico e infermieristico, una relazione di maggiore vicinanza emotiva, più empatica, centrata sullo scambio umano e non una cura che si traduce nella disumanizzazione dell’altro.

“L’istituzione negata. Rapporto da un ospedale psichiatrico”, edito nel 1967, è uno dei suoi più celebri libri, esito dell’esperienza svolta in quel manicomio.

Franco Basaglia muore a Venezia il 29 agosto 1980 a soli 56 anni per una neoplasia cerebrale.

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