L’almanacco di oggi (12 marzo) (1909 / 1938)
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L’almanacco di oggi (12 marzo) (1909 / 1938)

L’almanacco di oggi (12 marzo) (1818 / 1924)

L’almanacco si soffermerà su due fatti avvenuti oggi (12 marzo)… però nel 1909 e nel 1938. Vediamo assieme quali sono!

12 marzo 1938: Anschluss, truppe tedesche occupano l’ Austria.
Il 12 marzo 1938 i soldati della Germania nazista passano la frontiera austriaca senza incontrare resistenza, anzi la popolazione li accoglie come liberatori.

Il 15 marzo 1938 Adolf Hitler, austriaco d’origine, pronuncia il suo solenne discorso davanti ad una folla osannante di oltre 250 mila persone annunciando l’Anschluss, l’annessione dell’Austria al Terzo Reich. L’Austria diviene ufficialmente una provincia tedesca il 10 aprile di quello stesso anno, quando Hitler fa convalidare l’unione dell’Austria alla Germania con un plebiscito. A partire da quel momento l’Austria non esiste più e prende il nome di Ostmark del Terzo Reich. Fino al 4 maggio 1945.

L’intento di annettere l’Austria la Germania lo aveva già avuto in passato: nel 1866 aveva sconfitto l’Impero Austro-Ungarico in una guerra lampo, ma non riuscì ad entrare in Vienna per la minaccia di intervento della Francia. Nel 1870 tenta di arrivare a Vienna dopo aver preso Parigi, ma anche stavolta si deve fermare per il veto dell’Europa.

Dopo 44 anni di pace si scatena la Prima Guerra Mondiale, la Germania viene sconfitta e a quel punto si invertono i termini della questione: per arrivare a Parigi bisogna passare per Vienna.

Anche Hitler, salito al potere nel 1933, nel suo progetto di espansione si prepara ad entrare in Austria ma anche lui, all’inizio, incontra un ostacolo in Benito Mussolini che immediatamente mobilita quattro divisioni e le manda al confine italiano con la repubblica austriaca: Mussolini non vuole che un Paese grande e potente come la Germania porti i propri confini a ridosso dell’Italia.

Tra l’altro Mussolini è grande amico del cancelliere di Vienna Dolfuss, che verrà ucciso in una congiura di palazzo nel luglio del 1934. Il successore Kurt von Schuschnigg è cancelliere nel momento dell’ingresso dei nazisti a Vienna e, nonostante non sia anti-nazista, viene perseguitato e internato per aver cercato in tutti i modi di difendere l’indipendenza della propria nazione.

A differenza di quanto accaduto nel 1934, questa volta Benito Mussolini non interviene in aiuto all’Austria: nel 1935 si era impegnato nella Guerra d’Etiopia e successivamente nella Guerra civile Spagnola inimicandosi Francia e Inghilterra e trovandosi così costretto suo
malgrado ad avvicinarsi al Fuhrer, che aveva colto l’occasione per raggiungere il suo obiettivo: l’annessione dell’Austria.

12 marzo 1909: viene ucciso a Palermo Joe Petrosino.
Il 12 marzo del 1909 alle 20:45, al centro di Piazza Marina, a Palermo, tre colpi di pistola raggiungono un uomo. Poco dopo si scopre che si tratta dell’investigatore Giuseppe Petrosino, nemico irriducibile della malavita italiana trapiantata negli Stati Uniti, il più famoso dei poliziotti italiani d’oltreoceano.

Nato il 30 agosto del 1860 a Padula (in provincia di Salerno), alla fine dell’Ottocento emigra con la famiglia a New York. Figlio di un sarto, cresce a “Little Italy”, il piccolo sobborgo americano, dove si adatta a vari mestieri al fine di mantenere economicamente la famiglia. Nel 1883 viene arruolato nella Polizia di New York e nel 1905 è il primo italo-americano a diventare luogotenente della Polizia e gli viene affidato il comando dell’Italian Legion, con il compito specifico di combattere la mafia.

Raccoglie dati, informazioni, immagini, coordinando operazioni e infiltrandosi tra gli italo-americani grazie alla sua capacità di camuffarsi. Le diverse piste investigative lo conducono in Italia, precisamente in Sicilia. La missione doveva rimanere segreta, ma qualcuno parla e tutti i dettagli vengono pubblicati sul “New York Herald”.

Nonostante ciò, Petrosino rimane convinto che la mafia non possa uccidere un poliziotto, ma purtroppo è lui il primo a cadere per mano di quell’organizzazione criminale.

Petrosino ha scoperto e sfidato la criminalità italo-americana, la cosiddetta “Mano Nera”, ha intuito le connessioni tra mafia italo-americana e mafia siciliana e la necessità di mappare la criminalità presente a New York. Ma soprattutto è stato un antesignano nella lotta alla mafia: ha infatti creato la tecnica degli operatori “sotto copertura”, in grado di ricavare indizi e prove instaurando un contatto diretto con i criminali per poi assicurarli alla Giustizia ed è stato anche il primo a proporre l’idea di creare un gruppo antimafia, ossia un nucleo ristretto di investigatori totalmente dedicati a questa lotta.

In occasione dei 125 anni dalla nascita di Joe Petrosino e nel giorno in cui il celebre investigatore indossò per la prima volta la divisa da poliziotto (19 ottobre 1883), negli Stati Uniti è stato istituito il “giorno Petrosino”.

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