L’almanacco di oggi (13 marzo) (1972 / 2013)
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L’almanacco di oggi (13 marzo) (1972 / 2013)

L’almanacco di oggi (13 marzo) (1972 / 2013)

L’almanacco si soffermerà su due fatti avvenuti oggi (13 marzo)… però nel 1972 e nel 2013. Vediamo assieme quali sono!

13 marzo 1972: Milano, si apre il XIII congresso del PCI nel corso del quale Enrico Berlinguer sarà eletto segretario del partito.
Il 13 marzo 1972 si apre il XIII Congresso nazionale del PCI. Si tratta di un momento di discussione politico-programmatica importante, come del resto accadeva prima della personalizzazione della politica.

Nel corso di quel congresso viene eletto segretario Enrico Berlinguer. Enrico Berlinguer nato a Sassari nel 1922 in una famiglia agiata della media borghesia cittadina tra il 1949 ed il 1956, riveste l’incarico di segretario della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica, nel 1957 diventa responsabile delle Frattocchie, la scuola dei quadri del partito e poi entra nel gruppo dirigente dello stesso.

Carattere schivo, le sue innegabili doti di mediatore gli consentono di promuovere i primi passi verso un’autonomia della sinistra italiana dalle posizioni sovietiche. Eletto per la prima volta nel 1968 alla Camera dei deputati, diventa coordinatore del partito negli anni della segreteria di Longo che poi appunto nel 1972 sostituisce nella carica di segretario, portando avanti una linea politica, da un lato di collaborazione con la Democrazia Cristiana, dall’altro di indipendenza indipendente dall’URSS.

Berlinguer progetta fin dal 1974 l’incontro tra cattolici, laici e comunisti che avrebbe dovuto essere la condizione per l’inizio di un periodo di ripresa e di sviluppo della democrazia italiana basato su di un compromesso di portata storica. La tragica fine dell’onorevole Moro impedirà tutto questo.
Altro tema cardine della politica berlingueriana sarà la “questione morale”, ossia la denuncia della corruzione e dell’inefficienza del sistema democratico dei partiti politici. Queste le parole di Berlinguer, nel corso di una ormai famosa intervista ad Eugenio Scalfari nel 1981:
“I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le Università, la RAI TV, alcuni grandi
giornali….Bisogna agire affinché la giusta rabbia dei cittadini verso tali degenerazioni non diventi un’avversione verso il movimento democratico dei partiti”.

Il 7 giugno del 1984, mentre teneva un comizio in preparazione delle successive
elezioni al parlamento europeo, Enrico Berlinguer viene colto da un malore; ricoverato in stato di coma muore l’11 giugno del 1984 a causa di una emorragia cerebrale.

Le esequie del dirigente politico videro un’ampia partecipazione dell’opinione pubblica, il giorno delle elezioni europee, il 17 giugno 1984 il PCI, nonostante la scomparsa del suo segretario, decise di lasciarlo capolista e chiese di votarlo in modo plebiscitario.

13 marzo 2013: l’argentino Jorge Mario Bergoglio è il nuovo Papa.
Il 13 marzo 2013 l’argentino Jorge Mario Bergoglio è eletto Sommo Pontefice e sceglie il nome di Francesco. Nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936 da genitori italiani, entra nella Compagnia di Gesù nel 1958 e nel 1969 è ordinato sacerdote.

Quando viene nominato cardinale nel 2001 ordina ai suoi di non venire a Roma, ma di dare i soldi per il viaggio in Italia ai poveri. Al momento della salita al soglio pontificio è arcivescovo di Buenos Aires ed è il primo Pontefice sudamericano.

Al Conclave del 2005, che elesse Joseph Ratzinger, Bergoglio era stato candidato dall’ex arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini e era risultato il secondo più votato.

Oppositore del lusso e degli sprechi, ha sempre vissuto in umiltà: quando è arcivescovo di Buenos Aires sceglie un piccolo appartamento al posto di quello lussuoso adiacente alla cattedrale e da Pontefice preferisce non occupare l’appartamento papale nel Palazzo Apostolico e decide di vivere a Casa Santa Marta, un residence utilizzato per ospitare i cardinali durante i giorni del Conclave.

«Fratelli e sorelle buonasera, voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un vescovo a Roma e sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo alla fine del mondo…ma siamo qui». Sono queste le prime parole del primo Papa Francesco della storia della Chiesa cattolica.

La scelta del nome Francesco non è un caso, non lo ha fatto soltanto per sottolineare il legame evangelico con i poveri e i piccoli, ma lo ha fatto perché sente come sua la missione di Francesco d’Assisi: «ricostruire» la Chiesa. La sua è e vuole essere essenzialmente una riforma spirituale.

Fin dalla sua prima apparizione sul balcone della basilica vaticana, papa Francesco ha presentato una Chiesa che sta «quasi alla fine del mondo», fatta di periferie, di povertà vissuta in modo semplice e gioioso, una «Chiesa samaritana», «ospedale da campo», una Chiesa che è «casa per tutti», come ha ribadito più volte.

La cordialità, l’immediatezza, la ricerca del contatto diretto caratterizzano questo papa, un papa che si comporta come “uno di noi”.

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