L’almanacco di oggi (14 marzo) (1861 / 1972)
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L’almanacco di oggi (14 marzo) (1861 / 1972)

L’almanacco di oggi (14 marzo) (1861 / 1972)

L’almanacco si soffermerà su due fatti avvenuti oggi (14 marzo)… però nel 1861 e nel 1972. Vediamo assieme quali sono!

14 marzo 1861: Il tricolore diviene la bandiera del Regno d’Italia.
Il 14 marzo 1861, tre giorni prima della nascita dello stato unitario il 17 marzo di quello stesso anno, il nostro Tricolore venne adottato come bandiera ufficiale del Regno.

Il tricolore italiano deriva da quello francese, nato durante la Rivoluzione e che arriva in Italia con la campagna di Napoleone del 1796 e la creazione delle prime repubbliche.

Viene adottato per la prima volta nella Repubblica Cispadana nel gennaio del 1797 sostituendo il blu con il verde, colore delle uniformi della Guardia Civica milanese e quindi simbolo di tutti coloro che hanno combattuto per l’Italia, ma anche colore della natura, emblema quindi tanto dei diritti dell’uomo, quanto del paesaggio italiano.

Il tricolore, soffocato con la Restaurazione, continuò ad essere innalzato, quale simbolo di libertà, nei moti del 1831, nelle rivolte mazziniane, nell’impresa dei fratelli Bandiera, nelle sollevazioni negli Stati della Chiesa. Con l’arrivo dei moti del 1848 e della concessione delle Costituzioni, quella bandiera divenne poi segno di una riscossa ormai nazionale, da Milano a Venezia, da Roma a Palermo.

Il 23 marzo 1848 Carlo Alberto rivolge alle popolazioni del Lombardo-Veneto il famoso proclama che annuncia la prima guerra d’indipendenza e afferma “… per dimostrare con segni esteriori il sentimento dell’unione italiana vogliamo che le Nostre Truppe… portino lo Scudo di Savoia sovrapposto alla Bandiera tricolore italiana.”

Con l’Unità ai tre colori si aggiunse l’azzurro, colore distintivo della famiglia Savoia, inserito nella bandiera del Regno d’Italia sul contorno dello stemma; da allora è uno dei colori di riferimento e riconoscimento dell’Italia, ad esempio per le maglie sportive nazionali. La Repubblica Italiana cancellò ovviamente il colore dovuto ai Savoia e ufficializzò la bandiera nell’articolo 12 della Costituzione, disponendo il verde, il bianco e il rosso a tre bande verticali di eguali dimensioni, per ribadire ancora una volta gli ideali di libertà, uguaglianza e fraternità.

La celebrazione del tricolore avviene ogni anno il 7 gennaio, Giornata Nazionale della bandiera, istituita dalla legge nº 671 del 31 dicembre 1996.

14 marzo 1972: morte dell’editore Giangiacomo Feltrinelli.
La notte del 14 marzo 1972, l’editore Giangiacomo Feltrinelli, fondatore dei GAP (Gruppi d’Azione Partigiana), rimane ucciso in una esplosione nei pressi di un traliccio dell’alta tensione dell’Enel a Segrate (nella periferia di Milano). Il cadavere viene scoperto il giorno dopo.

Ci si è interrogati a lungo se a uccidere Feltrinelli sia stata una fatalità o se si sia trattato di un omicidio politico. La ricostruzione ufficiale sostiene che Feltrinelli sia rimasto vittima di un’esplosione mentre preparava un attentato dinamitardo.

Altre ricostruzioni non escludono il coinvolgimento nella sua morte della CIA in accordo con i servizi segreti italiani, ma la tesi dell’omicidio è stata smentita dalla inchiesta condotta dal pubblico ministero Guido Viola.

Nel 1979 durante il processo contro gli ex appartenenti ai GAP, fondati nel 1970 proprio dall’editore (e poi confluiti nelle Brigate Rosse), emerse che Feltrinelli era morto in un incidente durante la costruzione di una bomba.

Nato a Milano il 19 giugno 1926, figlio di Carlo Feltrinelli, esponente di spicco della finanza italiana, durante la seconda guerra mondiale si arruola nel Gruppo di Combattimento Legnano, che combatte a fianco degli Alleati anglo-americani.

Nel marzo 1945 aderisce al Partito comunista italiano; nel 1948 progetta una Biblioteca dedicata alla storia del movimento operaio italiano e internazionale (che aprirà a Milano nel 1951); nel 1949 avvia una Cooperativa del libro popolare al fine di promuovere letteratura e cultura a un prezzo accessibile a tutti e nel 1955 fonda la Giangiacomo Feltrinelli Editore e pubblica alcuni tra i libri più importanti della letteratura italiana del tempo, come Il Dottor Zivago di Pasternak e il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa.

Nel 1956, dopo i fatti d’Ungheria, rompe con il Pci e nel 1964 incontra a Cuba Fidel Castro che gli affida il “Diario in Bolivia” di Ernesto Che Guevara. L’edizione italiana è la prima traduzione mondiale e promuove la figura e l’opera di Che Guevara presso il pubblico italiano.

Dopo il colpo di stato del 1967 in Grecia, Feltrinelli inizia a ritenere che anche in Italia vi sia un pericolo analogo e la strage di Piazza Fontana del 1969 glielo conferma. Sarà uno dei primi a parlare di “strategia della tensione”, sostenendo che dietro la strage vi siano pezzi degli apparati dello Stato, che mirano a instaurare un regime autoritario e per questo nel 1970 fonda i GAP.

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