L’almanacco di oggi (15 marzo) (44 a.C. / 1990)
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L’almanacco di oggi (15 marzo) (44 a.C. / 1990)

L’almanacco di oggi (15 marzo) (44 a.C / 1990)

L’almanacco si soffermerà su due fatti avvenuti oggi (15 marzo)… però nel 44 a.C e nel 1990. Vediamo assieme quali sono!

15 marzo: le Idi di Marzo, la morte di Giulio Cesare del 44 a.C.
Il 15 marzo del 44 a.C. Caio Giulio Cesare viene ucciso da un gruppo di circa venti senatori, che si considerano difensori della tradizione e dell’ordinamento della Repubblica. Dopo la sua morte inizierà il periodo della Roma imperiale di Ottaviano Augusto.

Caio Giulio Cesare, nato a Roma nel 100 a.C. dalla gens Iulia, inizia la carriera politica nello schieramento dello zio Mario, avversario di Silla. Quando nell’82 Silla diventa dittatore, Cesare si allontana da Roma e vi torna solo alla morte del rivale.

Questore a 31 anni e governatore della Spagna nel 61, Cesare forma con Crasso e Pompeo il triumvirato. Console nel 59 e poi governatore della Gallia Cisalpina e Transalpina, ne completa la conquista in nove anni e ne descrive le imprese militari nel “De Bello Gallico”.

Nel 53 Crasso muore e si accende la rivalità con Pompeo che, mentre Cesare è ancora in Gallia, si fa nominare console unico e ordina a Cesare di rientrare a Roma. Cesare rifiuta e nel 49 varca il fiume Rubicone a capo del suo esercito. E’ guerra civile. Pompeo, sconfitto a Farsalo nel 48, si rifugia in Egitto dove viene ucciso.

Nel 46 Cesare viene nominato imperator. E’ la fine della Repubblica romana. Nasce l’Impero. Durante il suo anno da dittatore, Cesare si attira i malumori dei senatori, ridimensionati nel potere a favore delle forze popolari; ma anche il rapporto col popolo si incrina a seguito di una drastica riduzione delle donazioni di frumento.

Alcuni dei più fidati collaboratori di Cesare, esclusi dalla campagna militare in Spagna o posti in secondo piano durante le azioni belliche, oppure non eletti al consolato, organizzano una congiura. Vi prendono parte più di 60 persone, ma vi partecipano attivamente non più di 20. Il 15 marzo Cesare, ignaro di tutto, entra nel Senato e si siede al suo seggio.

Viene avvicinato dai suoi assassini che fingono inizialmente di chiedergli dei favori. A un segnale convenuto, uno di loro sfodera la lama e si avventa su Cesare, ferendolo superficialmente al collo, un altro congiurato lo ferisce al petto. Seguono altri 21 colpi per un totale di 23 coltellate.

Cesare cerca di difendersi, ma non appena vede anche il figlio adottivo Marco Bruto avventarsi contro di lui, si lascia andare, coprendosi la testa con la toga e abbandonandosi ai suoi assalitori. Cesare muore a 56 anni.

15 marzo 1990: Michail Gorbachev viene eletto presidente dell’Unione Sovietica.
Il 15 marzo 1990 Michail Gorbachev viene eletto primo presidente esecutivo dell’Unione Sovietica. Nato il 2 marzo 1931 da una famiglia di agricoltori in un villaggio nel sud della repubblica russa, si laurea in Legge a Mosca nel 1955 e nel 1967 in Economia agraria.

Da studente universitario si iscrive al Partito Comunista dell’Unione Sovietica e negli stessi anni incontra Raisa Titarenko, che sposerà poco dopo. Da quel momento Raisa sarà per lui la persona più cara e gli rimarrà vicina nel corso di tutta la carriera politica, fino alla morte, avvenuta il 20 settembre 1999.

Nel 1970 Gorbaciov viene eletto Primo Segretario del Comitato del Partito nel villaggio di origine, incarico di massima responsabilità della zona e nello stesso anno diviene membro del Comitato Centrale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica e nel 1978 uno dei Segretari.

Due anni più tardi entra a far parte del Politburo del Comitato Centrale del PCUS, il massimo organo collegiale del partito e della nazione e nel marzo del 1985 viene eletto Segretario Generale, l’incarico più alto nella gerarchia del PCUS, che ricoprirà fino al 1991.

Il 15 marzo 1990 il Congresso dei rappresentanti del popolo dell’URSS – il primo parlamento costituito sulla base di libere e contestate elezioni nella storia dell’Unione Sovietica – elegge Gorbaciov Presidente dell’Unione Sovietica.

Il 15 ottobre dello stesso anno gli viene assegnato il Premio Nobel per la Pace, a riconoscimento del suo fondamentale ruolo di riformatore e leader politico mondiale, nonché per il suo contribuito a cambiare in meglio la natura stessa del processo mondiale di sviluppo.

Infine il 25 dicembre 1991 Gorbaciov rassegna le sue dimissioni da Capo dello Stato. Propugnatore dei processi di riforma legati alla perestrojka (ristrutturazione) e alla glasnost (trasparenza) e protagonista nella catena di eventi che hanno portato alla dissoluzione dell’URSS e dello stesso PCUS, Gorbaciov è stato uno dei principali artefici del processo di cambiamento dell’Unione Sovietica, una radicale trasformazione della società e del paese, che ha generato un sostanziale mutamento nello scenario internazionale fino alla riunificazione della Germania.

Il nuovo processo politico, che vide in Mikhail Gorbaciov un indiscusso protagonista, giocò un ruolo fondamentale nel porre fine alla Guerra Fredda, arrestando la corsa agli armamenti ed eliminando il rischio di un conflitto nucleare.

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