L’almanacco di oggi (16 marzo) (1850 / 1935)
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L’almanacco di oggi (16 marzo) (1850 / 1935)

L’almanacco di oggi (16 marzo) (1850 / 1935)

L’almanacco si soffermerà su due fatti avvenuti oggi (16 marzo)… però nel 1850 e nel 1935. Vediamo assieme quali sono!

16 marzo 1850: Nathaniel Hawthorne pubblica “La lettera scarlatta”.
Il 16 marzo 1850 viene pubblicata “La lettera scarlatta”, un classico della letteratura americana, scritto da Nathaniel Hawthorne. Ambientato a Boston, nella Nuova Inghilterra puritana del XVII secolo, il romanzo racconta la storia di Hester Prynne che, dopo aver commesso adulterio, partorisce una figlia di cui si rifiuta di rivelare il padre.

Ma l’argomento principale non è l’adulterio bensì l’arretratezza e il puritanesimo di quel momento storico. Il successo di questo romanzo è legato alla vicenda umana narrata, ai suoi personaggi e ai loro sentimenti e reazioni nei confronti della realtà che li circondava.

Uno dei momenti più importanti del romanzo si svolge sul palco della gogna dove la protagonista è costretta a salire per essere condannata a portare per sempre, ricamata sul petto, una grande «A» rossa, che sta appunto per “adultera”.

Da notare che a quel tempo la condanna della lettera scarlatta esisteva davvero: i puritani la cucivano sugli indumenti degli adulteri delle loro comunità dopo averli frustati. Su quello stesso palco dove la protagonista si è rifiutata di rivelare il nome dell’uomo che l’ha indotta al tradimento, quell’uomo sale successivamente e, in preda a una crisi di coscienza, confessa la propria responsabilità.

Il romanzo è costruito come una tragedia classica ed è un’efficace testimonianza della reazione puritana di fronte al grande, inesplorato continente americano. Hawthorne stesso discendeva da una famiglia di Puritani, di cui rifiutava la mentalità intollerante nei confronti di idee e concezione del mondo diverse dalle loro e sentiva che la loro concezione del peccato era una “perversione”, una mancanza di carità e che in nome della religione veniva spesso compiuto del male.

La lettera scarlatta è stato un vero e proprio successo editoriale. Ancora oggi rimane uno dei libri più venduti in America, oltre ad essere uno dei più importanti della letteratura americana del diciannovesimo secolo.

Tra le ragioni del successo sicuramente il fatto che gli Stati Uniti del tempo erano un paese ancora giovane, che culturalmente risentiva dell’egemonia inglese, mentre “La Lettera Scarlatta” è un testo, non solo ambientato in America, ma con un linguaggio, uno stile, dei temi e dei personaggi, che lo rendono uno dei primi libri genuinamente americani.

16 marzo 1935: Adolf Hitler ordina il riarmo della Germania e nasce la Wehrmacht.
Il 16 marzo 1935 nasce la Wehrmacht con l’annuncio da parte del Terzo Reich dell’abrogazione delle clausole contro il riarmo tedesco previste dal trattato di Versailles.

Il trattato di Versailles è uno dei trattati di pace che pose ufficialmente fine alla prima guerra mondiale. Fu stipulato nell’ambito della conferenza di pace di Parigi del 1919 e firmato da 44 Stati il 28 giugno 1919 a Versailles.

Quella che doveva essere una conferenza volta a ristabilire una pace duratura si tramutò, invece, nella causa embrionale della seconda guerra mondiale.

Fin dalle prime battute, la conferenza di Versailles, anziché mirare a ristabilire una situazione internazionale di pace e di armonia, si caratterizzò per il suo intento punitivo nei confronti delle nazioni vinte, in particolare verso la Germania, costretta a subire le condizioni umilianti delle potenze alleate, animate da un profondo desiderio di vendetta.

Il trattato limitava le forze terrestri tedesche a sette divisioni di fanteria e tre di cavalleria per complessivi 100 000 uomini dei quali 4 000 ufficiali, ma con la successiva ascesa al potere del partito nazista e la sua aggressiva politica espansionistica in Europa, la struttura della Wehrmacht si modificò e sviluppò sempre di più.

Sconfitto il Nazismo, nell’immediato dopoguerra si diffuse il mito della “Wehrmacht Pulita”: la convinzione che la Wehrmacht fosse stata un’organizzazione apolitica, in gran parte estranea ai crimini della Germania nazista.

La falsità di questa narrazione è dimostrata dai documenti della stessa Wehrmacht: se è vero che solitamente trattò i prigionieri di guerra del Regno Unito e alleati secondo le leggi di guerra, certamente non fu così con i prigionieri polacchi, sovietici e jugoslavi, che schiavizzò, affamò, fucilò.

Le unità della Wehrmacht parteciparono inoltre allo sterminio di massa degli ebrei e di altre popolazioni dell’Est Europa. Il mito della “Wehrmacht Pulita” ebbe origine nei tardi anni ’40, quando gruppi di ex ufficiali e veterani cercarono di minimizzare le loro colpe e, a partire dal 1950, nell’ambito del riarmo della Repubblica Federale Tedesca gli Alleati stessi lo sostennero, considerandolo utile in una prospettiva di interesse politico nazionale.

Anche nel XXI secolo il mito trova ancora i suoi difensori in alcune associazioni di veterani tedeschi, in vari autori di estrema destra e in alcuni editori sia in Germania, che all’estero.

I sostenitori moderni sminuiscono o negano il coinvolgimento della Wehrmacht nell’Olocausto, ignorano ampiamente le persecuzioni tedesche dei prigionieri di guerra sovietici ed enfatizzano il ruolo delle SS e dell’amministrazione civile nelle atrocità del Terzo Reich.

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