L’almanacco di oggi (18 marzo) (1871 / 1940)
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L’almanacco di oggi (18 marzo) (1871 / 1940)

L’almanacco di oggi (18 marzo) (1871 / 1940)

L’almanacco si soffermerà su due fatti avvenuti oggi (18 marzo)… però nel 1871 e nel 1940. Vediamo assieme quali sono!

18 marzo 1871: Nasce la Comune di Parigi.
Il 18 marzo 1871 nasce la Comune di Parigi: il popolo insorge contro il governo di Thiers, nel tentativo di non piegarsi alle condizioni imposte alla Francia dalla Prussia vincitrice.

Nella seconda metà dell’ottocento la Francia, per estendere i suoi confini, aveva iniziato una sanguinosa guerra con la Prussia, governata da Bismark, una potenza europea in ascesa che doveva ancora completare la sua unificazione nazionale e che vedeva nella Francia un ostacolo ai suoi progetti.

Il 2 settembre 1870 l’imperatore Napoleone III, sconfitto nella battaglia di Sedan, si arrese ai prussiani. Due giorni dopo i repubblicani di Parigi decretarono la fine dell’impero e la nascita della Terza Repubblica.

Sotto la guida di un governo provvisorio resistettero al nemico sino al gennaio del 1871, quando la capitale fu costretta a capitolare dopo un assedio di quattro mesi. I parigini avevano resistito combattendo con un corpo di volontari armati, la Guardia Nazionale, in cui gli operai erano in maggioranza.

Nelle elezioni successive del febbraio ’71 vinsero i conservatori eleggendo il moderato Adolphe Thiers che voleva riappacificarsi con la Prussia accettando le durissime condizioni di Bismark, che prevedevano fra l’altro l’ingresso delle truppe tedesche nella capitale.

La rottura tra la Parigi rivoluzionaria e la borghesia conservatrice si ebbe quando il governo, che aveva sede a Versailles, pretese la consegna delle armi conservate dalla Guardia Nazionale. Il 17 marzo del 1871, mentre il governo di Thiers stava ancora negoziando la pace con Bismark, gli operai parigini insorsero.

Thiers, con l’esercito regolare, si ritirò a Versailles, mentre in città si costituiva, sotto la direzione di un Comitato Centrale, la Federazione repubblicana della Guardia Nazionale. Le nuove elezioni per il Consiglio Comunale portarono a un governo di tipo socialista e rivoluzionario, che realizzò sensibili riforme, quali la socializzazione delle aziende, l’elettività delle cariche burocratiche, l’abolizione della coscrizione.

Questo esperimento di democrazia rivoluzionaria fu una sfida all’ ordine politico e sociale della borghesia che dominava in Europa e riavvicinò la Prussia bismarckiana al governo conservatore di Thiers, nell’intento di mantenere l’ordine in Europa.

Parigi, dopo essere stata cinta d’assedio dall’esercito franco-prussiano venne attaccata e ripresa il 22 maggio, nonostante la strenua difesa dei comunardi, che si prolungò per una settimana (la “settimana di sangue” fu detta quella dal 21 al 28 maggio 1871) con circa 20.000 morti.

I prigionieri (più di 11.000) vennero processati e condannati alla fucilazione o, per la maggior parte, alla deportazione in Nuova Caledonia.

18 marzo 1940: Adolf Hitler e Benito Mussolini si incontrano e firmano l’alleanza contro Francia e Regno Unito.
Il 18 marzo 1940 Benito Mussolini e Adolf Hitler si incontrano alla stazione del Brennero.

E’ un momento chiave per la storia europea: Hitler, con l’invasione della Polonia, ha scatenato il secondo conflitto mondiale ed è prossimo ad attaccare la Francia. Il Fuhrer chiede al Duce di interrompere lo stato di non belligeranza dell’Italia e di entrare in guerra al fianco della Germania.

Nella primavera del 1940 Roma conosce un’intensissima attività politica e diplomatica. Il primo a sbarcare a Roma è Welles, un esperto diplomatico amico e consigliere del presidente degli Stati Uniti, latore di una lettera autografa di Franklin D. Roosevelt nella quale si sottolinea la grandissima importanza della neutralità dell’Italia e si esprime il vivissimo desiderio di un incontro con il Capo del fascismo.

Anche Ribbentrop, diplomatico tedesco, ministro degli esteri della Germania nazista dal 1938 al 1945, porta una lettera personale del Fuhrer a Mussolini in cui si mostra molta comprensione per le titubanze dell’Italia, ma conclude: “credo che prima o poi il destino finirà col costringerci a combattere a fianco a fianco”.

Viene quindi concordato un incontro conclusivo con il Fuhrer per il 18 marzo al Brennero. Mussolini ha deciso che l’Italia fascista combatterà le “plutocrazie” al fianco della Germania nazista.

Hitler, gli Alleati e la maggioranza degli italiani, sono convinti che Mussolini interverrà solo quando l’esercito tedesco avrà ottenuto le prime grandi vittorie contro francesi e inglesi sul fronte occidentale.

La decisione fatale arriva due mesi dopo, il 10 giugno, quando le divisioni corazzate di Hitler ormai dilagano in Francia per occupare poi Parigi il 14 giugno.

L’Italia esce da quella sorta di limbo che fu la “non belligeranza” e si schiera con la Germania di Hitler dichiarando guerra alla Francia, ormai sul punto di venire travolta dalle armate tedesche, e all’Inghilterra, che si preparava a difendersi dalla minacciata invasione nazista.

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