L’almanacco di oggi (19 febbraio) (1473 / 1861)

L'almanacco si soffermerà su due fatti avvenuti oggi (19 febbraio)... però nel 1473 e nel 1861. Vediamo assieme quali sono!
sei in  Mondo

11 mesi fa - 19 Febbraio 2021

L’almanacco di oggi (19 febbraio) (1473 / 1861)

L’almanacco si soffermerà su due fatti avvenuti oggi (19 febbraio)… però nel 1473 e nel 1861. Vediamo assieme quali sono!

19 febbraio 1861: in Russia viene abolita la servitù della gleba
L’abolizione della servitù della gleba in Russia fu un processo complesso e stratificato, iniziato nel 1861 ma durato decenni, realizzato così male e in modo tanto iniquo da creare i presupposti per il diffondersi del malcontento e dello scoppio della Rivoluzione bolscevica del 1917.

A partire dalla metà del XVII secolo e fino all’abolizione della servitù della gleba nel 1861, i contadini erano legati agli appezzamenti di terra.

Potevano anche essere acquistati e venduti e i loro diritti umani fondamentali non erano rispettati. Sulla scia della Rivoluzione francese, che proclamava la libertà personale come un diritto inalienabile, si iniziò a parlare di abolizione della servitù, ma il processo fu lungo.

All’imperatore Nicola I (sul trono dal 1825 al 1855) era ben chiaro che per i contadini la cosa più importante era possedere la terra; diceva che la servitù era una “polveriera sotto lo Stato” e che la sua abolizione era “l’atto più necessario che lascio da compiere a mio figlio”, il futuro zar Alessandro II.

A seguito di numerose rivolte verificatesi negli anni Quaranta e Cinquanta dell’Ottocento, nel 1857 fu redatto un primo piano di riforma, rifiutato dai proprietari e nel 1859 il piano fu modificato a loro favore. Ai contadini veniva data la libertà, ma senza terra, proprio ciò da cui lo zar Nicola aveva messo in guardia il figlio.

Il manifesto dell’emancipazione fu firmato il 3 marzo 1861 da Alessandro II: i contadini ottennero la libertà personale e furono loro assegnati piccoli appezzamenti di terra, per lo più sterili o paludosi e non come proprietà, ma in affitto con un interesse annuo del 5,6%. Gli ex servi non avrebbero potuto lasciare queste terre per ben 49 anni!

La loro vita, quando non rimase invariata, peggiorò. I proprietari terrieri si tennero le terre migliori, ma anche loro in parte ci rimisero, perché lo Stato pagò loro per gli ex servi una compensazione in obbligazioni, che potevano essere incassate, ma a un prezzo molto inferiore rispetto al loro valore nominale.

Iniziarono a susseguirsi le rivolte, spesso represse nel sangue: i contadini consideravano la riforma “falsa”, poiché li lasciava nello stesso stato precedente e si ribellarono smettendo di lavorare.

Impoveriti e arrabbiati, iniziarono a cercare reddito nelle città, lontani dalle famiglie e dalle terre dove erano nati, pronti a ribellarsi contro lo Stato corrotto, che li aveva derubati. Si venne così a creare il primo nucleo di classe operaia e il presupposto per lo scoppio della Rivoluzione d’Ottobre.

19 febbraio 1473: nasce Niccolò Copernico
Niccolò Copernico nacque a Thorn, in Polonia, il 19 febbraio 1473. Fu medico, teologo, giurista, diplomatico ed economista. All’università di Bologna si interessò maggiormente alla geografia e all’astronomia sotto la guida del professor Domenico Maria da Novara (1454-1504), di cui divenne assistente e collaboratore.

A partire dal 1512 si dedicò a pieno alle ricerche in campo astronomico, anche stimolato dalle richieste di Paolo di Middelburg (1446-1534), vescovo di Fossombrone, che in occasione del quinto Concilio Lateranense (1512-1517) discusse la riforma del calendario.

Basandosi su osservazioni effettuate esclusivamente a occhio nudo, dal 1515 Niccolò Copernico iniziò ad esporre la sua teoria eliocentrica, che poneva il Sole – e non la Terra – al centro dell’Universo e ne delineò sommariamente i principi in un breve trattato. L’esposizione completa e dettagliata della teoria copernicana sarà scritta solo nella sua opera principale “Sulle rivoluzioni delle sfere celesti” pubblicata nel 1543, anno della sua stessa morte.

Prima della teoria eliocentrica erano due le teorie seguite in campo astronomico, quella proposta da Aristotele nel IV secolo a.C. che poneva la Terra immobile al centro dell’Universo e concepiva il moto di tutti i corpi celesti come perfettamente circolare e immutabile, perché incastonati su sfere rigide concentriche rotanti e quella proposta da Tolomeo (100-170) nel II secolo d.C. che pure poneva la Terra, fissa e immobile al centro dell’Universo e riprendeva il sistema aristotelico introducendo però delle correzioni per rendere il modello geocentrico compatibile con l’osservazione degli astri.

La teoria copernicana non trovò immediatamente pieno consenso. Nel 1616 addirittura la Chiesa cattolica condannò l’opera di Niccolò Copernico in quanto ritenuta contraria alle Sacre Scritture, che ponevano l’uomo al centro del piano divino e quindi la Terra al centro dell’Universo. La teoria copernicana oltre a rappresentare una vera e propria rivoluzione a livello astronomico, provocò cambiamenti anche in altre scienze, quali la matematica e la fisica.

In questo modo prese il via il fenomeno culturale noto come “rivoluzione scientifica” che nel Seicento interessò gli ambiti più disparati.

La teoria proposta da Niccolò Copernico fu sostenuta negli anni successivi, oltre che dagli studi di Galileo Galilei, anche dalle leggi formulate da Giovanni Keplero (1571-1630) e trovò infine piena accettazione nel 1687 con la pubblicazione degli studi di Newton (1642-1727) fondatore della scienza moderna, che elaborò la legge di gravitazione universale e le leggi della dinamica.

Leggi anche: Al principe Harry potrebbe essere “vietato” di indossare le uniformi militari agli eventi ufficiali

Seguiteci anche su Facebook & Twitter

L’almanacco di oggi (19 febbraio) (1473 / 1861)
CONTINUA LA LETTURA
Homepage Mondo Condividi adesso
CONDIVIDI ADESSO
Facebook Whatsapp
Twitter Instagram Linkedin
TEMI DI QUESTO POST 19 febbraio Oggi storia