L’almanacco di oggi (26 marzo) (1953)

L'almanacco si soffermerà su un fatto avvenuto oggi (26 marzo)...però nel 1953. Vediamo assieme qual è!
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7 mesi fa - 26 Marzo 2021

L’almanacco di oggi (26 marzo 1953)

L’almanacco si soffermerà su un fatto avvenuto oggi (26 marzo)…però nel 1953. Vediamo assieme qual è!

26 marzo 1953: Jonas Salk annuncia la scoperta del vaccino antipolio.
Il 26 marzo 1953 il virologo americano Jonas Salk annuncia alla radio CBS che ha testato con successo un vaccino con virus inattivati contro la poliomielite, una malattia che causava ogni anno migliaia di morti.

Salk, che aveva 39 anni, da sei anni si occupava della poliomielite presso l’Università di Pittsburgh e aveva testato gli effetti del vaccino anche su se stesso.

Dal 1954 si iniziò a sperimentarlo su due milioni di volontari e nell’aprile del 1955 il vaccino Salk fu reso disponibile in America e somministrato a 1,8 milioni di bambini americani.

Dopo l’introduzione del vaccino antipolio inattivato di Salk l’incidenza della poliomielite scese dai 29.000 casi del 1955 a meno di 900 nel 1962.

La malattia era stata descritta per la prima volta da un medico britannico nel 1789 e il virus era stato isolato nel 1909, ma la malattia ha origini antiche, infatti la sua esistenza è documentata dai tempi dell’antico Egitto.

Causata da tre tipi di polio-virus, appartenenti al genere enterovirus, la poliomielite colpisce il sistema nervoso causando vari stadi di paralisi e si trasmette da uomo a uomo attraverso feci e saliva.

Generalmente l’infezione ha effetti più gravi sui muscoli delle gambe che su quelli delle braccia: le gambe perdono il tono muscolare e diventano flaccide. È una malattia altamente contagiosa ma nella maggior parte delle persone è asintomatica e solo nell’1-2% dei casi si manifesta con la paralisi.

Detta anche “paralisi infantile” per l’incidenza maggiore tra i bambini, l’anno precedente la scoperta del vaccino aveva nuovamente colpito a livello epidemico negli Stati Uniti con 58mila casi, dei quali 3mila mortali. Fin dai primi decenni dell’Ottocento aveva mietuto un numero impressionante di vittime.

Tra quelle illustri anche il presidente degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt che nel 1921, a 39 anni, venne colpito dal virus, rimanendo parzialmente paralizzato e diventando poi uno dei maggiori sostenitori della lotta alla malattia.

Fu solo con l’introduzione della vaccinazione di massa che la poliomielite iniziò a regredire fino quasi alla scomparsa totale. La malattia è ancora endemica, secondo un documento dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) in solo due paesi: Pakistan e Afghanistan.

In Italia non si segnalano infezioni dal 1982; nel 1984 e nel 1988 erano stati registrati in Italia due casi di poliomielite, ma in bambini provenienti dall’Iran e dall’India, non vaccinati.

L’ultimo caso in Europa risale al 1998 in Turchia. L’infezione in precedenza era già stata sconfitta nelle Americhe e nell’area del Pacifico Occidentale (Cina e Australia incluse).

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