L’almanacco di oggi (5 febbraio) (1950 / 1992)

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di  Redazione

L’almanacco di oggi (5 febbraio) (1950 / 1992)

5 Febbraio 2021

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Due fatti storici accaduti oggi (5 febbraio). Scopriamo assieme quali sono…

La strage del mercato di Sarajevo
A partire dai primi anni ’90 nei territori dell’ormai ex-Jugoslavia si scatenò una feroce e sanguinosa guerra fra i vari gruppi etnici fino ad allora conviventi sotto la bandiera del regime comunista del Maresciallo Tito.

Durante l’assedio di Sarajevo (capitale delle Bosnia Erzegovina), iniziato il 5 aprile 1992, si verificarono episodi che ebbero tanto risalto da diventare veri e propri momenti di svolta. Uno dei principali fu la prima delle due stragi, che avvennero al mercato di Markale, nel centro storico di Sarajevo.

Anche durante la guerra in questo mercato si poteva trovare ancora un po’ di tutto: ortaggi freschi provenienti dai dintorni, vestiti di seconda mano e apparecchi elettrici.

Sabato 5 febbraio, intorno alle 12.10, un proiettile di mortaio sparato a detta dei più dalla artiglieria serba comandata dal generale Ratko Mladic colpì in pieno il mercato. Morirono 68 persone e oltre 140 rimasero ferite.

La notizia si diffuse subito e la strage venne definita “la peggiore dall’inizio del conflitto”, in atto da quasi due anni. Le immagini del mercato devastato e dei corpi fatti a pezzi, arrivarono subito sulle tv internazionali, mentre la responsabilità dell’accaduto veniva data per lo più ai serbo-bosniaci che circondavano la città.

Il governo bosniaco, formato prevalentemente da musulmani, accusò subito i serbi del bombardamento. Da parte loro, i serbi dissero che erano stati gli stessi musulmani a sparare sul mercato. Nessuno, tuttavia, poté stabilire in via definitiva da dove fosse partito il colpo di mortaio.

Oltre un anno e mezzo più tardi, il 28 agosto 1995, una seconda strage in quello stesso mercato convinse la NATO a intensificare i bombardamenti contro i serbo-bosniaci e nell’arco di poche settimane essi vennero costretti ad arrendersi e a partecipare ai negoziati di pace.

Il calcio arriva in TV
Il 5 febbraio 1950 veniva trasmessa la prima partita di calcio di serie A in tv. Per la sola città di Torino la Rai decise di trasmettere Juventus-Milan Era il primo campionato dopo la strage di Superga.

Per la prima volta dopo otto anni lo scudetto non andrà al Grande Torino. La televisione non è ancora entrata nelle case, era ancora un lusso e un oggetto misterioso, posseduto da pochi, ma la RAI sta facendo degli esperimenti.

Quella gara fu il primo programma realizzato con le telecamere in esterna, il primo ad essere teletrasmesso per i pochi che possedevano un apparecchio televisivo a Torino e dintorni.

Intervennero i Vigili del Fuoco per portare a bordo campo le telecamere per fare le riprese. Fu una partita che entrò nella storia, ma che forse i torinesi avrebbero preferito non vedere. La prima partita trasmessa in televisione, infatti, riprese un tracollo senza precedenti della Juventus. La Juventus era in testa alla classifica e il Milan al secondo posto. Cinquantamila gli spettatori paganti.

Il clima non aiutò certo le già pionieristiche riprese: pioggia, nebbia e fango resero le immagini ancor più sbiadite. Immagini quasi indecifrabili, diffuse da panciutissimi televisori, per lo più nelle vetrine dei negozi di elettrodomestici, che attiravano l’attenzione infreddolita di passanti, che mai pensarono di aver fatto un salto nella storia della TV.

La partita finì con un clamoroso 7-1 a favore dei rossoneri. “E’ un giorno di pioggia e di fango e 50.000 sugli spalti non si aspettavano un risultato del genere”. Così il telecronista raccontava 71 anni fa la partita di calcio. Lo scudetto a fine stagione andrà in ogni caso ai bianconeri, ma in quella lontana domenica di febbraio “Milán l’è sta’ un grand Milán”.

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