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L’almanacco di oggi (7 febbraio) (1812 / 1990)

L’almanacco di oggi (7 febbraio) (1812 / 1990)

Due fatti accaduti oggi (7 febbraio). Scopriamo assieme quali sono…

7 febbraio 1990: Dissoluzione dell’URSS
Il 7 febbraio 1990, il Comitato Centrale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica ( PCUS ), nel suo 70° anniversario di lungo monopolio del potere politico, accettò di rinunciare al suo stato di partito unico.

Nel corso delle settimane successive, tutte e quindici le repubbliche che costituivano l’URSS tennero le loro prime libere elezioni: riformatori e nazionalisti etnici ottennero la maggioranza dei seggi.

Le repubbliche costituenti iniziarono a dichiarare la propria sovranità nazionale e iniziarono una “battaglia legislativa” con il governo di Mosca: respingevano la legislazione dell’Unione affermando il controllo su tutte le loro economie locali e rifiutandosi di pagare le entrate fiscali al governo centrale di Mosca. Questa lotta causò una frammentazione economica, con linee di approvvigionamento spezzate e con conseguente ulteriore declino dell’economia sovietica.

Gorbacëv, che alla sua nomina aveva presentato un vasto programma di rinnovamento dell’intero sistema sovietico, fece dei disperati e sfortunati tentativi di confermare il controllo centrale, soprattutto sulle repubbliche baltiche, che reclamavano l’indipendenza persa nel 1945, ma il potere e l’autorità del governo erano ormai irreversibilmente minati.

Nel 1989 era crollato il muro di Berlino. Nello stesso anno la Germania si era riunificata ed erano cominciati a cadere anche i vecchi regimi dell’Europa orientale: il 7 febbraio 1990 Il Comitato Centrale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica accetta di cedere il monopolio del potere.

7 febbraio 1812: nasce Charles Dickens, scrittore e giornalista britannico
Charles Dickens è certamente uno degli autori più famosi della storia inglese e i suoi romanzi hanno avuto una popolarità senza precedenti. “Oliver Twist”, “Il Circolo Pickwick” e “Grandi speranze”, raccontano le difficoltà sociali dell’Inghilterra dell’Ottocento e il loro autore è stato lo scrittore che meglio ha rappresentato l’epoca Vittoriana.

Charles Dickens nasce a Portsmouth nel 1812 da un impiegato della Marina e, tra i continui trasferimenti della famiglia da Londra al Kent e poi di nuovo alla capitale, si dedica allo studio e alla sua passione più grande: la lettura.

Sembra un’infanzia come tante, con una solida educazione religiosa, ma ben presto compaiono problemi economici causati dai debiti del padre che viene infatti rinchiuso in prigione, dove, secondo gli usi del tempo, vanno momentaneamente a vivere anche sua madre e i suoi fratelli minori. La madre prima accetta di farlo lavorare nella fabbrica di un vecchio coinquilino e poi, nonostante qualche mese dopo il padre venga scarcerato grazie a un’eredità, lo costringe a continuare a lavorare ancora diversi mesi.

Nel 1825 Charles entra in un collegio per terminare la sua istruzione. I difficili rapporti familiari, le disumane condizioni di vita degli operai inglesi, il lavoro minorile, le differenze tra classi sociali saranno temi costanti di tutta la sua opera. A diciassette anni è impiegato in uno studio legale, poi lavora da un tipografo e infine lascia tutto per diventare cronista.

Nel 1836 esce a puntate sul Morning Chronicle il suo primo romanzo: “Il Circolo Pickwick”. Da questo momento comincia la sua vita di scrittore e vengono poi pubblicati “Oliver Twist” (1837-1839) e “Nicholas Nickleby” (1838-1839), sempre a puntate. Seguiranno altri romanzi, drammi teatrali e collaborazioni fisse con giornali e riviste.

Sempre pronto a registrare le ingiustizie e le miserie del popolo, in Inghilterra e nel resto dei paesi che ha conosciuto, Dickens presenta ai suoi lettori serie tematiche sociali e politiche. I protagonisti dei suoi romanzi conquistano il lettore, che prova per loro profonda empatia.

Quando muore per emorragia cerebrale il 9 giugno del 1870 è ormai uno degli scrittori più celebrati della sua epoca.

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