Le migliori autobiografie scritte da musicisti famosi

Una sorprendente classifica di 20 indimenticabili libri scritti da giganti della musica sulla storia delle loro formidabili vite.
sei in  Cultura

12 mesi fa - 13 Dicembre 2020

Non tutti i musicisti sono in grado di essere anche dei talentuosi scrittori eppure ce ne sono alcuni che sono stati capaci di raccontare la loro vita in maniera così accattivante da averci regalato dei libri indimenticabili.
Abbiamo scelto, allora, per voi le più sorprendenti 20 autobiografie scritte da musicisti famosi.

Born to Run di Bruce Springsteen

L’idea di scrivere un’autobiografia nasce in Springsteen dopo l’esibizione al Super Bowl del 2009 ma ci sono voluti ben sette anni per riassumere finalmente in un libro la sua vita e la sua storia musicale. Dall’infanzia a Freehold, in New Jersey, fino al momento che Bruce chiama “Big Bang” ovvero il debutto di Elvis Presley all'”Ed Sullivan Show”, The Boss descrive il suo desiderio incontenibile di diventare un musicista.

Beautiful Ones di Prince

Prince era un genio della musica, un visionario dotato di sorprendente originalità in grado di creare interi mondi. Purtroppo Prince non ha potuto completare questa autobiografia a causa della sua scomparsa nel 2016. Seguendo le volontà dell’artista, il giornalista Dan Pierpenbring ha completato il libro basandosi sugli aneddoti che gli aveva raccontato. Il risultato non è solo il tributo a un’icona della musica, è anche una vera e propria opera letteraria che dà voce alla visione e alle idee di Prince e all’eredità che ha lasciato.

Face it di Debbie Harry

L’autobiografia della rocker Blondie è una vera e propria lettera d’amore, struggente e selvaggia, nei confronti di New York pre-gentrificazione in cui svariate scene artistiche e sottoculture si intersecavano e si stratificavano nel sottobosco della metropoli.

Morrisey. Autobiography di Morrisey

Questa autobiografia è un must read per gli appassionati della musica indie. Morrisey, il celeberrimo cantante dei The Smiths ripercorre la sua vita in un libro di 480 pagine, dall’adolescenza nella grigia Manchester passando per il successo con i Face it di Debbie Harry fino alla sua carriera prima con la band e poi da solista. Uno sguardo approfondito sulle bizzarre vicende dell’arguto e malinconico Morrisey, il musicista più eticamente vegano che ci sia.

Stranger Than Kindness di Nick Cave

Nick Cave ha scritti diversi libri ma Stranger Than Kindness è un libricino mega aesthetic, un percorso per immagini e parole nell’intimità, nella vita e nel processo creativo di uno dei cantautori più rinomati degli ultimi trent’anni. Attraverso numerose foto d’infanzia e delle copertine dei suoi dischi, Cave desidera indagare in “what shapes our lives and makes us who we are, and celebrates the curiosity and power of the creative spirit”.

Il cavo della mano di PJ Harvey

Questa chicca per intenditori è stata scritta dalla cantautrice PJ Harvey assieme al fotografo Seamus Murphy, vincitore del World Press Photo Award. Una commistione di arti nata da tre viaggi fatti in tre paesi diversi: Afghanistan, Kosovo e Washington DC sintetizzata attraverso le parole scritte in versi dalla cantante e gli scatti del fotografo che ha alle spalle anni di esperienza come reporter in luoghi di guerra.

Acid for the children di Flea

“Spero che possa essere un buon libro non solo per i fan della band, ma che possa anche stare in piedi da solo come opera letteraria”, ha dichiarato Flea prima di pubblicarlo. Ovviamente, però, è quasi impossibile che questo non sia un libro fortemente incentrato sui Red Hot Chili Peppers, considerando che lui e Anthony Kiedis si sono conosciuti quando avevano appena quattordici anni. La narrazione del libro si concentra soprattutto sul periodo pre-fama e sulle scorribande con l’amico d’infanzia Anthony Kiedis nella Los Angeles degli anni ’80 prima di fondare insieme la band di alternative rock Red Hot Chili Peppers.

Frank Zappa. L’autobiografia di Frank Zappa

“In genere un’autobiografia è opera di qualcuno che considera la propria vita fonte di incredibile interesse. Io non lo penso della mia ma sono tali e tanti i volumi stupidi che trattano di me, che ho creduto opportuno ci fosse almeno un libro serio sul mio conto.”

Con la solita ironia il geniale Frank Zappa spiega così i motivi di questa lunga confessione pubblica scritta cinque anni prima della morte. Qui Zappa si rivela paradossale non solo come musicista ma anche come biografo di se stesso. Nel suo mirino non solo fulgide memorie anni ’60 ma anche scabrosi temi del nostro tempo, dal puritanesimo sessuofobico al fondamentalismo religioso, dalle meschinità dello show business alla crisi del comunismo e della democrazia americana.

Il sogno di un Hippie di Neil Young

Nel 2015 Neil Young scrive questa autobiografia in cui racconta quarant’anni di musica e vita, dalle collaborazioni con Crosby, Still & Nash, al consolidato sodalizio con i Crazy Horse, fino alla sperimentazione dei generi più disparati. Un’esistenza dedicata alla musica e costellata di battaglie per i diritti civili, per la pace, per l’ambiente, che ha sempre portato avanti guidato da un sogno insopprimibile.

Life di Keith Richards

La monumentale autobiografia del chitarrista dei Rolling Stones è un colorato e divertente calderone di teorie personali sulle droghe (secondo lui, se gli Stones sono sopravvissuti agli anni ’60 e ’70 è perché ancora non le tagliavano con altre sostanze), il racconto piccante delle sue storie d’amore con donne stupende come Ronnie Spector delle Ronettes e la modella Anita Pallenberg e soprattutto della sua eterna bromance e rivalità con l’altro Glimmer Twin, Mick Jagger.

Io sono Ozzy di Ozzy Osbourne

“La gente mi chiede com’è che sono ancora vivo, e io non so cosa rispondere. Se da ragazzino mi avessero messo contro una parete coi miei coetanei del quartiere e mi avessero domandato chi di noi ce l’avrebbe fatta ad arrivare ai sessant’anni, chi di noi si sarebbe ritrovato con cinque figli e quattro nipoti e due case in California e nel Buckinghamshire, col cazzo che avrei scommesso su di me. Invece eccomi qua: pronto a raccontare la mia storia, a parole mie, per la prima volta. Ogni singolo giorno della mia vita è stato un evento. Ho assunto miscele letali di alcol e droghe per trent’anni. Sono sopravvissuto a un tamponamento aereo, ai tentativi di suicidio per overdose, alle MST. Sono stato accusato di tentato omicidio. E ho pure rischiato di morire andando a sbattere con un quad a due all’ora. Non tutto è stato piacevole. Ho fatto delle brutte cose in vita mia. Sono sempre stato attratto dal lato oscuro, io. Ma non sono il demonio. Sono solo John Osbourne: un ragazzino della classe operaia di Aston che ha lasciato il lavoro in fabbrica e ha cercato di spassarsela.”

Slash di Slash

La massa di riccioli neri, il cappello a cilindro e la sigaretta che penzola dalle labbra imbronciate, questi sono i marchi di fabbrica di uno dei chitarristi più abili e venerati del mondo, Slash. Nato ad Hampstead da padre ebreo e madre afroamericana, a 15 anni sua nonna gli regala la sua prima chitarra e il resto è storia, inclusa quella della sua dipendenza dall’alcol e eroina, come racconta l’onesta autobiografia del bassista dei Guns N ‘Roses.

Chronicles, Vol. I di Bob Dylan

Questo è il primo volume della trilogia autobiografica di Bob Dylan, dedicato agli anni della formazione e a quelli degli incontri decisivi, ricco di episodi inediti. Non costretto da gabbie cronologiche, il libro spazia dall’epoca del Greenwich Village alla fine degli anni Sessanta, fino agli Ottanta. Il tono dominante è la gratitudine per chi ha reso possibile che Bob Dylan fosse Bob Dylan, come il poeta Archibald MacLeish, che indirettamente lo guida alla realizzazione di “New Morning” o Daniel Lanois, musicista e produttore che direttamente lo aiuta a creare “Oh Mercy”.

Il libro di Morgan di Morgan

Per quanto incredibile, il Morgan di questa autobiografia arriva nel 2014, prima di Sanremo, prima delle mille e ripetute ospitate da Barbara D’Urso. Questo libro è un prezioso contenitore di pensieri, esposizioni e aneddoti di quella che è probabilmente una delle ultime rockstar della scena italiana, un’anima sovversiva e decadente che si mette totalmente a nudo in queste pagine.

Beastie Boys Book di Michael Diamond e Adam Horovitz

Affettuosamente soprannominato “Pizza” per via della foto di copertina che vede i tre allora giovanissimi rapper davanti a una pizzeria, è un libro riccamente illustrato che celebra il gruppo dei Beastie Boys e purtroppo ne raccontano anche la fine: dopo la morte di MCA scomparso prematuramente per un cancro, Mike D e AD-Rock hanno voluto celebrare il loro sodalizio, infatti, proprio con questo volume, che probabilmente è anche l’ultimo progetto che porterà il nome dei Beastie Boys.

Satchmo: La mia vita a New Orleans di Louis Armstrong

Il jazzista Louis Armstrong è cresciuto nei bassifondi di quella città leggendaria che era la New Orleans d’inizio Novecento, quando le brass band si sfidavano a duelli musicali per le strade e durante i funerali si potevano ascoltare le marce e i primi ragtime suonati da Kid Ory e King Oliver. La prima volta che Satchmo suona la tromba è in riformatorio, quando è ancora un bambino, e da allora lo strumento non lo abbandona più: anche quando di giorno Louis vende carbone e scarica caschi di banane, la tromba sarà lì ad attendere di essere suonata, la sera, per un pubblico di prostitute, magnaccia e giocatori d’azzardo. Per sapere come continua, vi basterà leggerlo.

Rock, amore, morte, follia e un paio d’altre sciocchezze che i nipotini dovrebbero sapere di Mark Oliver Everett

“Tuo padre da bambino corrispondeva con Albert Einstein e ha concepito la teoria degli universi paralleli (ne hanno persino tratto un documentario pluripremiato). È morto alla soglia della pensione perché non gliene fregava più niente di vivere (come da sua precisa dichiarazione). Tua sorella è impazzita dopo (forse) troppi psicofarmaci e droghe da strada e alla fine ha scelto il suicidio. Tu hai deciso di spostarti dal sud fino a Los Angeles per fare il musicista. Dopo molti digiuni forzati ci sei riuscito, con il tuo gruppo a metà degli anni Novanta hai avuto un successo da rockstar e valanghe di proposte indecenti, di tutti i tipi. Sei caduto in depressione, scappato in Germania, hai impacchettato insalata per uno psichiatra pazzoide, hai inciso un disco sulla morte di amici e parenti, ti sei sposato e poi lasciato con una bizzarra dentista che parlava quasi solo russo… e alla fine hai deciso di fare di testa tua, rinunciando a soldi facili e fama da reality o talk show. Questo è solo l’inizio della tua storia: spiazzante, commovente, ironica ma terribilmente, candidamente vera. (Il gruppo erano e sono gli Eels, ritenuti il meglio del rock indipendente degli ultimi lustri. Ma non credi che un simile particolare rivesta una così grande importanza, non per te)”

Just Kids di Patti Smith

La storia di una delle coppie più iconiche delle storia della musica: Patti Smith, la sacerdotessa del rock, e Robert Mapplethorpe, il controverso fotografo. Il libro ripercorre gli anni giovanili della Smith, a spasso tra le strade di New York, con un nido d’amore al Chelsea Hotel e sulle spalle le svariate difficoltà di due ragazzi che hanno fatto dell’arte la loro vita. Una relazione particolare in cui i soggetti coinvolti non sono solo amanti ma amici, aiutanti, fonti di ispirazione l’uno per l’altro e che fino alla fine rimarranno inesauribilmente legati. Un’autobiografia piacevolissima diventata oramai cult per gli amanti della pop culture.

Light My Fire. La mia vita con Jim Morrison di Ray Manzarek

Questo autobiografia del tastierista e arrangiatore principale dei Doors farà finalmente luce non solamente sulla figura di Jim Morrison ma sugli ultimi turbolenti concerti della band losangelina. Un libero imperdibile sulla storia di un’amicizia e di un amore eterno, quello per la musica.

Johnny Cash. L’autobiografia di Johnny Cash

Gli alti e bassi di una carriera inimitabile, le difficoltà e i trionfi, i concerti e la solitudine. Nelle parole di Johnny Cash c’è tutta la storia di un uomo che ha viaggiato fino all’inferno e ritorno. Il Man in Black racconta qui la sua gioventù nell’Arkansas, lo status di superstar raggiunto a Nashville, la capitale del country, la sua lotta contro la dipendenza da anfetamine e l’incontro con June, moglie e compagna di una vita. Un’autobiografia dov’è la storia a cantare.

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