L’intervista all’ex capomafia di Cosa Nostra Giovanni Brusca: chiedo scusa ho creato tanto dolore

In una storia esclusiva al Corriere della Sera, l'ex mafioso si scusa per i suoi crimini, anche se tale richiesta non sembra essere accettabile.
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6 mesi fa - 2 Giugno 2021

L’intervista all’ex capomafia di Cosa Nostra Giovanni Brusca: chiedo scusa ho creato tanto dolore e morti

La scarcerazione dell’ex boss mafioso Giovanni Brusca, fedele al leader di Cosa Nostra Toto Riina e uno degli assassini del giudice Giovanni Falcone; eroe nella lotta alla criminalità in Italia, ha suscitato reazioni diffuse in Italia.

Dove i parenti delle vittime delle persone uccise da lui e dalla banda da lui guidata hanno espresso disappunto e dolore dopo tale decisione.

Soprannominato “assassino di persone” e conosciuto con il soprannome di “maiale”, Brusca, ha confessato il suo ruolo in oltre 100 omicidi, tra cui l’omicidio del massimo procuratore antimafia italiano, Giovanni Falcone.

In una storia esclusiva al Corriere della Sera, Giovanni Brusca si scusa per i suoi crimini, anche se tale richiesta non sembra essere accettabile.

“Ho pensato e deciso di rilasciare questa intervista: non so dove mi porterà, cosa accadrà, spero solo di capire.

Ho deciso di farlo per chiudere i ‘conti’ anche con me stesso, perché è arrivato il momento di mostrare la mia faccia, anche se non posso per motivi di sicurezza, ma dentro di me l’obiettivo è farlo.

Voglio scusarmi con tutti i parenti delle vittime, ai quali ho creato tanto dolore.

Ho cercato in questi anni come collaboratore di giustizia di dare il mio contributo, per quanto possibile, e di dare una spiegazione almeno a tante persone che cercano verità e giustizia.

E mi scuso con mio figlio e mia moglie, che per colpa mia hanno sofferto e stanno pagando anche indirettamente quelle che sono state le mie azioni:

prima come mafioso, poi come collaboratore di giustizia, perché purtroppo nel nostro Paese chi collabora con la giustizia sono sempre denigrati, disprezzati; quando al contrario credo che sia una scelta di vita molto importante, morale, giudiziaria ma soprattutto umana.

Perché ci permette di porre fine a questa Cosa Nostra, che io chiamo catena di morte, pianta della morte, né più né meno. “Un’agonia continua.”

L’intervista all’ex capomafia di Cosa Nostra Giovanni Brusca: chiedo scusa ho creato tanto dolore e morti.

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