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L’obesità grave aumenta il rischio di ospedalizzazione e morte per coronavirus

L’obesità grave aumenta il rischio di ospedalizzazione e morte per coronavirus

13 Marzo 2021

Obesità e coronavirus

Nell’ultimo anno, molti team scientifici in tutto il mondo hanno riferito che le persone affette da obesità che contraggono il coronavirus hanno maggiori probabilità di ammalarsi pericolosamente.

Un importante studio, su quasi 150.000 adulti in più di 200 ospedali negli Stati Uniti, tratteggia un quadro più dettagliato della connessione tra obesità e coronavirus.

Lo studio, condotto da un team di ricercatori dei Centers for Disease Control and Prevention, ha confermato che l’obesità aumenta notevolmente il rischio di ospedalizzazione e morte tra coloro che contraggono il coronavirus.

E tra coloro che sono obesi, il rischio aumenta con l’aumentare dell’indice di massa corporea di un paziente, o BMI, un rapporto tra peso e altezza.

I ricercatori hanno scoperto che i pazienti con un BMI di 45 o superiore, che corrisponde all’obesità grave, avevano il 33% in più di probabilità di essere ricoverati in ospedale per coronavirus e il 61% in più di morire rispetto a quelli che avevano un peso sano.

I risultati dello studio

“I risultati dello studio evidenziano le gravi implicazioni cliniche per la salute pubblica di un elevato indice di massa corporea e suggeriscono la continua necessità di una gestione intensiva della malattia da Covid-19, specialmente tra i pazienti affetti da obesità grave”.

Queste sono state le parole di Lyudmyla Kompaniyets, economista della salute presso la divisione di nutrizione, attività fisica e obesità e autrice principale dello studio.

Il team di studiosi ha scoperto che l’obesità, definita come un BMI di 30 o superiore, aumenta il rischio sia di ospedalizzazione che di morte per chi aveva preso il coronavirus.

I pazienti con un BMI compreso tra 30 e 34,9 avevano solo il 7% in più di probabilità di essere ricoverati in ospedale per coronavirus e l’8% in più di probabilità di morire rispetto alle persone che avevano un peso sano, ma i rischi aumentavano notevolmente con l’aumento del BMI e quindi dell’obesità.

La connessione tra obesità e problemi per coronavirus era più forte tra i pazienti sotto i 65 anni, ma valeva anche per gli anziani.

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