Mamma ambiziosa usa i deepfake per vendicarsi delle rivali cheerleader della figlia
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Mamma ambiziosa usa i deepfake per vendicarsi delle rivali cheerleader della figlia

Una mamma è stata accusata di manipolare digitalmente le foto e i video delle rivali cheerleader della figlia adolescente.

È quanto è appena successo in queste ore alla 50enne Rafaela Spone della Pennsylvania, negli Stati Uniti.

La vendetta contro le cheerleader rivali

Raffaela Spone ha utilizzato l’espediente tecnologico del deepfake per aiutare la figlia adolescente a vendicarsi delle cheerleader della squadra rivale, le Victory Vipers.

L’obiettivo era quello di far espellere le ragazze dall’allenatore della squadra Mark McTague.

Per raggiungere il suo piano questa mamma vendicativa ha utilizzato video manipolati con la tecnica del deepfake che mostravano alcune cheerleader delle Victory Vipers nude, mentre fumavano e bevevano.

Alla fine Raffaela Spone, pur servendosi di numeri di telefono falsi, è stata scoperta dalla polizia di Hilltown.

La pericolosità del Deepfake

Adesso a carico di Raffaela pendono adesso adesso numerose accuse di molestie informatiche e manipolazione digitale.

La sua posizione è inoltre aggravata anche dal fatto che la volitiva mamma aveva inviato messaggi offensivi alla squadra, ai genitori delle altre ragazze e ai proprietari della palestra in cui si allenano le Victory Vipers.

Secondo le forze dell’ordine, Raffaela Spone avrebbe agito all’insaputa della figlia, sfruttando le foto delle cheerleader rivali presenti sui social media.

La prima segnalazione di cyberbullismo risale a luglio scorso, quando i genitori di una delle vittime avevano contattato la polizia dopo che la figlia aveva ricevuto un sms da un numero sconosciuto.

A questa denuncia si erano poi aggiunte altre due famiglie che avevano ricevuto foto delle loro piccole cheerleader mentre fumavano marijuana e bevevano dell’alcol.

Le indagini della polizia erano partite quindi tracciando il numero di telefono che aveva inviato i messaggi offensivi alle ragazze e che aveva condotto a un sito che vende i numeri di telefono ai telemarketer.

Da lì gli agenti erano poi risaliti all’indirizzo IP della Spone.

Adesso l’udienza preliminare sulla mamma pronta a vendicarsi sulle rivali cheerleader della figlia è prevista per il 30 marzo.

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