Preveniamo il tumore della cervice uterina!
Salute

Preveniamo il tumore della cervice uterina!

Nel corso di quest’anno è uscito l’aggiornamento delle linee guida dell’American Cancer Society (ACS) sullo screening del tumore della cervice uterina.

L’incidenza e la mortalità per questa neoplasia sono diminuite nella seconda metà del 20 ° secolo in gran parte grazie allo screening diffuso avviato negli anni ’50, in particolare con l’esame citologico di un campione di cellule prelevate dalla cervice (Pap-test).

 Secondo i dati della fondazione AIRC in Italia “ogni anno si manifestano circa 2.300 nuovi casi prevalentemente in forma iniziale, mentre una donna su 10.000 riceve una diagnosi di tumore della cervice in forma avanzata. Quando il tumore viene diagnosticato in fase avanzata la mortalità è elevata.

In Italia ci sono ogni anno circa 430 donne che muoiono di carcinoma della cervice. La malattia diagnosticata precocemente è al contrario altamente curabile.”

Le raccomandazioni per lo screening del tumore cervicale si sono evolute nel corso degli anni, influenzate da una maggiore comprensione della storia naturale della malattia, del ruolo causale dell’infezione da papillomavirus umano ad alto rischio (hrHPV) e del cambiamento delle tecniche di screening. 

In questo aggiornamento delle linee guida dell’ACS i principali cambiamenti comprendono: un’età più avanzata per iniziare lo screening (a partire dai 25 anni), l’eliminazione del riferimento al primo rapporto vaginale, l’allungamento dell’intervallo di tempo fra un test e l’altro e il test molecolare per HPV ogni 5 anni come strategia preferita.

Questo test rileva il DNA di HPV oncogeni, ad alto rischio, in un campione prelevato dalla cervice e ha una sensibilità maggiore rispetto all’esame citologico. Finché non sarà disponibile e garantito ovunque il test molecolare, il Pap-test continuerà ad essere utilizzato, ma è consigliato ogni 3 anni.

D’altra parte sottoporsi a entrambi i test (Pap-test + test HPV) offre un vantaggio incrementale minimo nella diagnosi, ma renderebbe più complessa e rischiosa la procedura.

Queste nuove linee guida discutono anche “della necessità di migliorare in modo significativo l’adesione documentata allo screening nelle donne più anziane perché a una determinata età possa cessare lo screening stesso e delle tendenze future, come l’influenza prevista della vaccinazione HPV sull’incidenza della malattia e del ruolo potenziale nello screening dell’autocampionamento”, cioè del prelievo per il test HPV fatto dalla donna stessa.

In Italia un vaccino che copre nove ceppi di HPV è oggi fornito gratuitamente alle bambine al compimento dei 12 anni e in molte regioni è offerto anche a donne di età maggiore. Il Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017-19 prevede la vaccinazione anche dei maschi, che costituiscono un serbatoio di contagio anche per le donne.

Inoltre la vaccinazione può garantire la prevenzione di tutti i tumori HPV-correlati, come quelli della vagina, della vulva, dell’ano, della testa e del collo.

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