Quando il gorilla è un padre migliore. Il mondo dei primati.

"I primati non umani sono spesso dei bravi padri. Questo dimostra che la cura paterna va molto in profondità nel nostro lignaggio di primati."
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7 mesi fa - 25 Marzo 2021

Anni fa, quattro femmine di gorilla di montagna, sotto osservazione da parte di studiosi dei primati, abbandonavano non solo il loro compagno, un alfa silverback malato, ma anche i propri figli.

La maggior parte dei mammiferi abbandonati dalle madri rischia una morte prematura e i ricercatori erano preoccupati per la sorte dei giovani gorilla.

Invece, gli scienziati hanno avuto una commovente e incredibile sorpresa. Lo zio dei giovani, un gorilla maschio di nome Kubaha, iniziò a prendersi cura di loro. “Li ha lasciati dormire nel suo rifugio e arrampicarsi su di lui come una palestra nella giungla”, ricorda la primatologa Tara Stoinski, capo scienziato del Dian Fossey Gorilla Fund.

La volontà di Kubaha di essere un padre adottivo risulta essere sorprendentemente comune nei gorilla di montagna, secondo questo nuovo studio.

Infatti un’analisi di 53 anni di dati sui gorilla di montagna presso il Karisoke Research Center del Gorilla Fund in Ruanda ha rivelato che quando i giovani gorilla di montagna perdono le loro madri – e talvolta anche i loro padri – non hanno un rischio maggiore di morire o perdere il loro posto nella gerarchia sociale, perché il resto del gruppo li protegge dalla perdita.

Questo in contrasto con uno studio dell’ecologo comportamentale Matthew Zipple e di altri primatologi pubblicato lo scorso anno che aveva rilevato invece che i giovani scimpanzé, babbuini e scimmie, che sono aiutati delle loro madri dopo lo svezzamento tendono a morire giovani se perdono la madre in tenera età.

Questo perché le loro mamme li nutrono e li puliscono, forniscono supporto sociale e li proteggono dai predatori e dagli attacchi di maschi non imparentati. Inoltre anche se le scimmie senza madre sopravvivono fino all’età adulta, hanno un rango sociale inferiore e producono meno prole. Tutto ciò è comune anche fra altri mammiferi sociali come le orche, gli elefanti e le iene.

I gorilla di montagna senza madre non sembravano invece correre gli stessi rischi, perché anche se le madri vengono meno o si allontanano prima che la prole maturi, il gruppo sociale si è evoluto per proteggere i bambini dagli effetti negativi della perdita delle madri.

I ricercatori, riferisce il team oggi su eLife, hanno dimostrato ciò osservando appunto 59 gorilla di età compresa tra 2 e 8 anni che avevano perso la madre prima della maturità.

La loro sopravvivenza non è risultata inferiore a quella di 139 gorilla non orfani, hanno avuto un eguale successo riproduttivo e rango sociale: alcuni sono addirittura divenuti da adulti il silverback maschio dominante del loro gruppo.

Il comportamento altruistico dell’adozione non è esclusivo quindi degli esseri umani e i padri svolgono un ruolo importante nella vita dei giovani primati, afferma l’ecologa comportamentale della Duke Susan Alberts, che non faceva parte di questo studio.

“I primati non umani sono spesso dei bravi padri”, dice. “Questo dimostra che la cura paterna va molto in profondità nel nostro lignaggio di primati.”

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