Riduzione della gradazione alcolica del vino: la Coldiretti contro l’UE

Un nuovo potente attacco a uno dei prodotti emblematici del settore agroalimentare Made in Italy.
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7 mesi fa - 8 Maggio 2021

Riduzione della gradazione alcolica del vino: la Coldiretti contro l’UE.

Attacco ai produttori e pericolo di frode.

Bruxelles propone di diluire il vino con l’acqua.

Un nuovo potente attacco a uno dei prodotti emblematici del settore agroalimentare Made in Italy.

Già attaccato qualche mese fa dopo la pubblicazione della strategia antitumorale dell’UE; che prevede la possibilità di apporre avvertenze sulle etichette dei vini, come quelli che vediamo sui pacchetti di sigarette.

Ora il vino è di nuovo sotto attacco, con il rischio di essere mescolato con l’acqua.

A lanciare l’allarme è la Coldiretti; l’associazione ha sottolineato che nel documento diffuso nel Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura, diventa possibile non solo produrre vino disalcolizzato cioè privo di gradazione alcolica.

Soprattutto, l’ipotesi di aggiungere acqua al vino in per ridurre la gradazione alcolica.

Fino ad ora, infatti, da un lato l’aggiunta di acqua al vino a livello di produzione, ovviamente, non a tavola era vietata, dall’altro esiste un sistema per tutelare i vini al loro luogo di produzione.

Quest’ultimo, infatti, prevede una gradazione minima, al di sotto della quale un determinato vino non può essere etichettato protetto per origine.

Fino ad ora, infatti, le bevande dealcolizzate sono state considerate una categoria a parte da non confondere mai con il vino.

Il documento UE, invece, parla dell’ipotesi di riduzione di alcol e aggiunta di acqua come una pratica enologica.

Ovvero una tecnologia che può essere utilizzata in tutta l’UE, aggirando i vincoli imposti dai disciplinari di produzione, che invece hanno sempre svolto la funzione di contenimento degli scostamenti qualitativi.

La Coldiretti che rappresenta il settore agroalimentare italiano ora è contro l’UE.

“L’introduzione della possibilità di eliminazione parziale o totale dell’alcol nelle pratiche enologiche”, ha detto il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, “rappresenta un grande rischio e un precedente molto pericoloso che potrebbe mettere seriamente a repentaglio l’identità del vino italiano ed europeo.

Leggi anche: Il taglio delle emissioni di gas serra in Italia nel 2020 è diminuito del 9,8% rispetto al 2019.

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