Thomas Nast è stato l’illustratore che ha inventato Babbo Natale

Thomas Nast è stato l’illustratore che ha inventato Babbo Natale

22 Dicembre 2020

     

Babbo Natale non è sempre stato un rubicondo vecchietto vestito di rosso che dal Polo Nord porta la mattina di 25 dicembre i balocchi ai bambini buoni. Com’è nata, perciò, la sua iconica immagine?

Da San Nicola a Santa Claus

La leggenda di Babbo Natale parte in realtà dalla storia agiografica di San Nicola, nato in Grecia nel 280 d.C. e vescovo di Mira, cittadina romana del sud dell’Asia Minore, che si guadagnò la reputazione di fiero difensore della fede cristiana in anni di persecuzioni fino a quando, nel 313, Costantino emanò l’Editto di Milano che autorizzava il culto.

L’antropologa manciuriana Catherine Wilkinson ha cercato di ricostruirne il vero aspetto del Santo basandosi sui suoi resti umani conservati nella cripta della Basilica di San Nicola di Bari, reliquie che furono portate nel 1087 da un gruppo di marinai e sacerdoti baresi direttamente da Myra.

San Nicola era un uomo sì anziano ma dalla pelle olivastra, il naso rotto forse a causa delle persecuzioni, la barba e i capelli grigi, aspetto che ovviamente non corrisponde affatto a quello oramai tradizionale dell’omone allegro e sovrappeso che oggi attribuiamo a Babbo Natale.

La leggenda diffusa attorno al 1200 di San Nicola dispensatore di doni dovuta a quando fece recapitare tre sacchi d’oro a tre prostitute per salvarle dall’indigenza, si diffuse rapidamente dall’Europa agli Stati Uniti d’America grazie al fenomeno migratorio.

La leggenda arriva dall’Europa agli Stati Uniti d’America

Sarà solo nei primi anni decenni dell’Ottocento, però, che diversi poeti e scrittori cominciarono a impegnarsi per trasformare il Natale in una festa di famiglia, recuperando anche la leggenda di San Nicola.

Nel 1809 lo scrittore Washington Irving fu il primo a immaginare Nicholaus passare sui tetti con un carro volante portando regali ai bambini buoni al quale seguì poi il libretto anonimo in versi “The Children’s Friend” con la prima vera apparizione di Santa Claus associato al 25 dicembre e privato però di qualsiasi caratteristica religiosa e vestito nelle pellicce tipiche dei buffi portatori di doni germanici.

Thomas Nast, il primo illustratore di Babbo Natale

Settant’anni prima che la Coca Cola si appropriasse della faccia di Babbo Natale per pubblicizzare il suo marchio, a creare ufficialmente l’immagine dell’iconico vecchiettino con barba bianca, pancia e vestito rosso fu l’illustratore tedesco Thomas Nast.

Fino a quel 3 gennaio del 1863 Santa Claus era ritratto solo in due modi ovvero o come il vescovo San Nicola o nelle sembianze di uno spilungone emaciato dal volto cattivo simile al mostro Krampus.

Per la copertina di Harper’s Weekley Nast sceglierà invece di disegnare la divisa di Babbo Natale rifacendosi alla bandiera degli Stati Uniti d’America con pantaloni a strisce e giacca con 34 stelle come gli Stati federati di allora.

Il vestito bianco e rosso arriverà dopo 33 vignette dello stesso genere pubblicate da Nast ogni anno fino al 1886, anno in cui Santa Claus scenderà con il sacco dentro i camini per leggere le letterine dei bambini seduto in panciolle sulla scrivania.

Nel 1881 Nast pubblicherà la versione iconica che plasmerà l’immaginario del Novecento: Santa Claus con le guance rosse, la pipa sottile in bocca e i regali sottobraccio. In questo disegno il vecchietto più amato nel mondo possedeva anche una spada, elemento da propaganda bellica che Nast fu costretto a eliminare nel 1890 nella raccolta di vignette Christmas drawnings for the Human Race.

“Queste immagini si appellano non a supportare una particolare denominazione religiosa o un partito politico, ma alla delizia universale nel più felice dei giorni festivi, amato dalle più tenere tradizioni domestiche. Il Natale è la festa di tutti; ma è soprattutto la giornata dei bambini. Le fantasie grottesche e ariose dell’infanzia che si aggrappano a Babbo Natale, come il buon genio del Natale, sono riprodotte su queste pagine.”

Le altre illustrazioni iconiche di Thomas Nast

Santa Claus non è l’unico personaggio più famoso creato da Thomas Nast. Il padre del fumetto politico americano creò anche il simbolo politico del Partito Repubblicano, l’elefante, e c’era anche il suo zampino dietro alla figura dello Zio Sam, la personificazione degli Stati Uniti in pizzetto bianco.

Nel 1860 Nast realizzò anche una serie di vignette sulla spedizione dei Mille nel Sud Italia che seguì fisicamente come corrispondente del The Illustrated London News contribuendo, così, a diffondere la popolarità di Giuseppe Garibaldi negli Stati Uniti con camicia rossa e barba…proprio come Santa Claus!

Leggi anche: Christmas Renting: la nuova moda 2020 del “Natale a Noleggio”
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