Alcol e salute del cervello


Alcol e salute del cervello

Gli effetti dell’alcol

In un editoriale pubblicato online il 4 dicembre su The BMJ si ribadisce che l’alcol danneggia il cervello e ciò si verifica soprattutto nei tre periodi della vita durante i quali si assiste ai più rilevanti cambiamenti dei nostri circuiti cerebrali: dal concepimento alla nascita, cioè nel corso della gestazione, durante la tarda adolescenza (dai 15 ai 19 anni) e nell’età adulta a partire da circa 65 anni.

Il primo periodo è caratterizzato da un’importante produzione, migrazione e differenziazione dei neuroni; il secondo da un rimodellamento dei contatti fra i neuroni stessi (sinapsi); il terzo da una progressiva atrofia cerebrale con riduzione del numero di neuroni e delle loro interrelazioni.

Alcol e gravidanza

In particolare per quanto riguarda il consumo di alcol durante la gravidanza nei paesi europei molto più del 10% (percentuale relativa a tutto il pianeta) delle donne incinte beve alcolici e il suo consumo eccessivo è associato a un ridotto volume cerebrale e a un deterioramento cognitivo nel nascituro.

Questi effetti collaterali sono evidenti in seguito pure nei giovani che vivono nei paesi del mondo dove il reddito è più alto e dove oltre il 20% di loro consuma almeno occasionalmente alcol. Anche negli anziani, benché fra di loro l’abuso sia meno frequente, le bevande alcoliche risultano essere un fattore di rischio per la demenza a esordio precoce anche maggiore del fumo e dell’ipertensione.

Gli autori dell’editoriale, due ricercatrici di Sydney e un ricercatore di Londra, prevedono che l’abuso di alcol aumenterà nei prossimi anni, in particolare fra le donne, che hanno al giorno d’oggi le stesse possibilità di accesso al consumo di bevande alcoliche degli uomini.

Gli effetti della pandemia

Inoltre non è da sottovalutare l’impatto che la pandemia COVID-19 ha e avrà a questo proposito: “il consumo di alcol è sempre aumentato a lungo termine dopo altre gravi crisi di salute pubblica”.

Louise Mewton e colleghi chiedono quindi “un approccio integrato” per ridurre i danni dell’assunzione di alcol a tutte le età. “Gli interventi basati sulla popolazione come linee guida sul consumo di alcol a basso rischio, politiche sui prezzi degli alcolici e limiti inferiori per la guida considerata in stato di ebbrezza, devono essere accompagnati dallo sviluppo di percorsi di formazione e assistenza che considerino il cervello umano a rischio per tutta la vita”.

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