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Christopher Nolan: “Ecco perché non uso smartphone né email”

Christopher Nolan: “Ecco perché non uso smartphone né email”

16 Dicembre 2020

Christopher Nolan, uno dei registi più importanti del panorama contemporaneo mondiale, ha da poco rilasciato una intervista a cuore aperto al settimanale americano People rivelando dei particolari intimi non solamente sulla sua vita lavorativa ma anche privata.

Nolan, il regista contro la tecnologia

Il primo aspetto che colpisce del cineasta britannico è senza dubbio il suo rapporto con la tecnologia, decisamente anacronistica e controcorrente nell’era della velocità digitale ovvero all’utilizzo smodato di smartphone e email:

“Sì, può sembrare strano, ma non ho uno smartphone, ho solo una specie di cellulare molto basico che mi porto in giro quando devo essere rintracciato. Perché? Perché sono una persona che si distrae molto facilmente e non voglio avere a disposizione Internet ogni volta che mi annoio. Ho scoperto che molte delle intuizioni migliori mi vengono proprio in quei momenti di noia, di pausa da tutto, quindi me li conservo con cura…”

Sulla sua riluttanza a cedere alle lusinghe della tecnologia ha poi concluso svelando di preferire la visione in silenzio di un film di Andrej Tarkovskij sul divano:

“Scelgo i film con grande cura, perché voglio vederli nel momento giusto e con l’attitudine giusta. Non mi piace fare indigestioni di cinema, guardare tutta la filmografia di un autore in due o tre giorni. Durante la pandemia, per esempio, ho ripescato Andrej Rublev di Andrej Tarkovskij: non lo avevo mai visto ed è stata un’esperienza meravigliosa. Mi sono rimasti solo due film di Tarkovskij ancora da vedere e voglio scegliere il momento con estrema attenzione.”

Il bilancio della sua carriera

A vent’anni dall’uscita del suo film di debutto, Memento, Nolan ha poi cercato anche di fare un breve bilancio della sua carriera tra ispirazioni e ricordi, immagini e sogni:

“A volte mi rendo conto che inseguo un’immagine che ho in testa fin da quand’ero bambino e solo dopo averla filmata riesco a ricordarla», ha spiegato Nolan, «ma in generale la mia attitudine in questi vent’anni di cinema non è molto cambiata: cerco di farmi meno domande possibili, di non analizzare troppo quello che faccio e che voglio vedere. Un esempio’ Tenet paradossalmente parte proprio da un’immagine di Memento: un proiettile che si muove all’indietro e ritorna all’interno della canna di una pistola…”

Sugli incassi di Tenet

Nolan ha provato a riflettere anche sui bassi incassi di Tenet (circa 360 milioni di dollari), l’ultimo film girato e rilasciato questa estate:

“L’incasso del film? Sono soddisfatto. Spesso ci si dimentica che il cinema è un’industria e che c’è un’intera filiera che dipende dai nostri film. Sono molto grato a tutte quelle persone.”

La rabbia verso la Warner Bros

La decisione poi di Warner Bros di pubblicare su HBO Max tutta la propria line-up del 2021 ha scatenato una forte reazione da parte del regista di Interstellar e Dunkirk:

“Si tratta di quello che i francesi chiamano ‘droit moral’. Lo possiedono perché lo hanno pagato o perché lo hanno finanziato? E non è una questione puramente legale; è anche una questione di etica. È una questione di partnership e collaborazione. Non hanno parlato con quei filmmaker. Non li hanno consultati riguardo ai piani per il loro lavoro. E ho sentito che qualcuno dovesse far notare che quello non era il modo giusto per trattare quei registi.”

“Per quanto riguarda a strategia di tutto il prossimo anno, non so perché qualcuno debba fare previsioni fino a dicembre 2021 su ciò che dovrebbe o non dovrebbe fare con la propria attività. Sembra una via d’uscita lontana in un situazione dinamica e in rapido cambiamento.”

Sulla bravura di Tom Hardy ne Il cavaliere oscuro

Il regista ha poi voluto lasciare una carezza a Tom Hardy, l’attore attualmente impegnato nel ruolo di Alfie Solomons in Peaky Blinders ma un tempo interprete del terzo film della sua trilogia su Batman, Il cavaliere oscuro, il Ritorno (The Dark Knight Rises, 2012).

Nel film, l’attore è Bane, il super-villain DC che si scontra con l’uomo pipistrello nell’ambito di una serie di avvenimenti che gettano Gotham City nel caos.

In merito alla performance di Tom Hardy ne Il cavaliere oscuro, Christopher Nolan è certo che sarà presto rivalutata dalla prossima generazione per la sua maestosa bravura:

“Non c’è rete di sicurezza per nessuno di questi ragazzi e Tom, voglio dire… quello che ha fatto con quel personaggio dev’essere ancora bene apprezzato. La sua è una performance straordinaria e davvero pazzesca. La voce, la relazione nel vedere soltanto gli occhi e le sopracciglia. Abbiamo avuto tutte queste discussioni sulla maschera e su cosa avrebbe dovuto lasciar vedere e che cosa no.”

“E una delle cose che mi ricordo è lui che si punta un dito alla tempia e sulle sue sopracciglia e mi dice: ‘Puoi darmi questo per recitare? Facciamo che la gente veda questo’. Infatti, nel film vedi questa sorta di sopracciglio alla Marlon Brando, che esprime ogni tipo di cosa mostruosa”.

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