James Bond: ecco perché ogni 007 si è licenziato o è stato sostituito

James Bond è uno dei ruoli più iconici del Cinema. Ma come mai c'è stato un così gran ricambio di attori che lo interpretano? Scopriamolo!
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1 anno fa - 20 Dicembre 2020

Adattata dalle opere letterarie dell’autore britannico Ian Fleming, la saga di James Bond è oramai un punto fermo della cinematografia da quasi sessant’anni.

Il successo globale del colto e raffinato agente segreto del controspionaggio inglese con “licenza di uccidere” Bond è in parte sicuramente dovuto all’aver scelto oculatamente gli attori che lo hanno interpretato, capaci di bucare lo schermo con uno sguardo o solamente agitando un cocktail di Martini “agitati non mescolati” tra le mani.

La Eon Productions ha sempre immaginato il loro franchise come un’avventura che avrebbe abbracciato più generazioni interpretata da un attore che avrebbe fatto affezionare con la sua sola presenza il pubblico al personaggio.

Eppure perché la maggior parte degli interpreti che hanno vestito l’iconico Bond si sono alla fine licenziati o sono stati sostituiti?

Sean Connery

Sean Connery resta sicuramente l’incarnazione di James Bond. All’inizio Ian Fleming era scettico sulla scelta dell’attore scozzese ma si ricredette con sorpresa di fronte all’interpretazione di Connery in “Dr.No”.

A questa pellicola ne sono pochi seguite altre quattro: “Dalla Russia con amore”, “Goldfinger”, “Solo per i tuoi occhi” e “Operazione tuono”.

Dopo quest’ultimo film, però, Connery, arrivando al punto di odiare il ruolo del raffigurativo agente considerato limitante rispetto alle proprie capacità attoriali, prese la decisione di abbandonare il progetto, spinto anche da un forte screzio avuto all’alba del sesto titolo proprio con Saltzman e Broccoli, i produttori del franchise.

George Lazenby

Sostituire Sean Connery come volto di James Bond sarebbe stato un compito arduo per qualsiasi interprete quindi Saltzman e Broccoli avevano deciso all’epoca di scegliere un attore sconosciuto che avrebbe ricordato ai fan la fisionomia di Connery e il ruolo, così, arrivò sulla scrivania dell’australiano George Lazenby.

In seguito Broccoli ammise che assoldare Lazenby era stato “l’errore più grande degli ultimi 16 anni. Non poteva affrontare il successo. Era così arrogante. C’era la statura e l’aspetto di un Bond, ma Lazenby non poteva andare d’accordo con gli altri artisti e tecnici.”

Il film “Al servizio segreto di Sua Maestà” malgrado una sceneggiatura di ottimo livello non ebbe il successo sperato poiché il ricordo di Connery era ancora assai vivo negli spettatori e così Lazenby, profondamente amareggiato per doveva essere il più grande debutto, scelse in accordo con la produzione desiderosa di liberarsene il più in fretta possibile di rescindere il contratto.

Roger Moore

Dopo l’effimero ritorno di Connery nel film successivo (“Una cascata di diamanti”) i panni di James Bond passarono a Roger Moore che lo interpretò ben sette volte dal 1973 al 1985, regalandogli una pennellata molto ironica, elegante e carismatica.

Negli anni Ottanta, però, la critica iniziò a tacciare Moore di essere diventato troppo vecchio per la parte e quando anche lui si accorse di essersi sentito in imbarazzo sul set di “Bersaglio mobile” di fronte alle sue co-star più giovani, decise di abbandonare serenamente il ruolo.

Timothy Dalton

l contrario di Moore, il suo successore Timothy Dalton ha interpretato Bond solo in “Zona pericolo” (1987) e “Vendetta privata” (1989), il quindicesimo e il sedicesimo capitolo del franchise.

Il ritratto dato a Bond da Dalton era più cupo e più serio, scevro da qualsiasi carica ironica e ammiccante.

La presenza di Timothy Dalton nei film, però, venne sporcata da una complicata combinazione di controversie legali (negli anni Novanta i diritti cinematografici della saga erano stati oggetto di una disordinata vendita che stava ritardando l’avvio del terzo film con l’attore) e incertezze volubili da parte dello stesso attore nel voler realmente continuare con quel ruolo.

Appena furono risolti i problemi giudiziari inerenti alla produzione, il contratto di Dalton era scaduto e, nonostante l’intenzione di Broccoli di rinnovarlo, l’attore preferì dimettersi del tutto.

Pierce Brosnan

Dalton consegnò così il testimone a Pierce Brosnan che nei suoi quattro film successivi di Bond, dal 1995 al 2002, si avvicinò più alle caratteristiche date al personaggio da Moore facendolo ritornare di nuovo fresco, eccitante e un po’ lumacone.

Dopo una serie di stratosferici successi, quando “La morte può attendere” del 2002 venne di colpo annoverata tra le pellicole peggiori del franchise, il crollo della credibilità del personaggio spinse Barbara Broccoli a congedare ufficialmente Brosnan.

Daniel Craig

Dal 2006 Bond è interpretato da Daniel Craig che con “Casino Royale”, “Quantum of Solace”, “Skyfall” e “Spectre” ha fatto ricominciare la serie da zero, creando un nuovo Bond più realistico e non invincibile, più serio e anche violento.

Dopo aver girato “Spectre”, Craig in una intervista a Time Out ha espresso esplicitamente la sua intenzione di non proseguire con 007 preferendo “piuttosto tagliarmi i polsi che interpretare un nuovo Bond”

Eppure nel 2017, a due anni da quella che sarebbe dovuta essere la sua ultima interpretazione, Craig ha cambiato idea dicendo “questo lavoro mi diverte e se posso lo farò ancora”.

Craig insomma è a un passo dal mettere nell’armadio lo smocking della spia più amata dalla Regina come i suoi predecessori o ancora no?

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