L’almanacco di oggi (11 febbraio) (1934 / 1990)

L'almanacco di oggi si soffermerà su due fatti avvenuti oggi (11 febbraio)... però nel 1934 e nel 1990. Vediamo assieme quali sono!
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11 mesi fa - 11 Febbraio 2021

L’almanacco di oggi (11 febbraio) (1934 / 1990)

L’almanacco di oggi si soffermerà su due fatti avvenuti oggi (11 febbraio)… però nel 1934 e nel 1990. Vediamo assieme quali sono!

11 febbraio 1934: nasce Mary Quant e arriva la minigonna.
Mary Quant, stilista inglese diventata famosa in tutto il mondo per aver inventato la minigonna, pioniera della moda e vera e propria icona della Londra degli anni Sessanta, nasce a Blackheath, un quartiere di Londra, l’11 febbraio 1934 da Jack e Mary Quant, due professori universitari di origine gallese che sognavano per lei un tranquillo futuro borghese.

Dopo il liceo segue corsi di educazione artistica e illustrazione e perfeziona il suo stile diventando apprendista di moda presso Erik, un modista di lusso di Mayfair. A sedici anni decide di andarsene di casa per vivere la vita “bohemien ” di Londra e conosce il suo futuro marito Alexander Plunket Greene, rampollo di una nobile famiglia e nipote di Bertrand Russel.

Con lui condivide l’avversione per le regole e la smania di libertà e nel 1957 si sposano. Nel novembre del 1965 Alexander eredita un ingente patrimonio che gli permette di finanziare l’attività della moglie e aprire, sulla Kings Road, nel quartiere di Chelsea, la boutique Bazaar dove appare per la prima volta la minigonna resa celebre dalla modella Twiggy.

La boutique ha subito un successo enorme tra i giovani del paese più conformista d’Europa, la Gran Bretagna. Essi sono i primi a sentire la necessità di un cambiamento.

La portata rivoluzionaria che ha avuto la minigonna negli anni ’60 è indiscutibile: è una frattura col vecchio mondo, un elemento di rifiuto, una ventata d’aria fresca.

La sua fortuna è basata innanzitutto sulla sua capacità di parlare il linguaggio della sua epoca, di interpretare e di condividere i gusti della propria generazione, e infine di far emergere un profondo desiderio di emancipazione. “Sono state le ragazze di King’s Road a inventare la mini ”, non si è mai stancata di ripetere la Quant. Le ragazze volevano distinguersi dalle loro madri, volevano allontanarsi da una vita fatta di casa e figli.

E, come spesso accade, le rivoluzioni passano anche attraverso il modo di vestire. La gonna corta significava emancipazione, quei centimetri guadagnati erano uno schiaffo al maschilismo e a chi voleva le donne relegate ad un ruolo di inferiorità e pudore morale.

Nel 1966 Mary Quant viene nominata Cavaliere della Corona Britannica dalla Regina, la stessa onorificenza conferita l’anno prima ai Beatles. Attualmente vive a Londra e compie oggi 87 anni.

11 febbraio 1990: In Sudafrica viene liberato Nelson Mandela dopo ventisette anni di carcere.
Domenica 11 febbraio 1990: una giornata storica per il Sudafrica e per tutto il mondo, Nelson Mandela Madiba viene liberato dal carcere di Città del Capo dopo una prigionia durata più di 27 anni.

Il venerdì precedente, dopo una trattativa durata anni, il presidente Frederik de Klerk, ultimo presidente bianco del Sudafrica, aveva incontrato per l’ultima volta Nelson Mandela prima della sua liberazione. Giornali e televisioni avevano trasmesso le prime immagini del leader nero, che per i 27 anni di reclusione nessuno aveva più avuto la possibilità di vedere e due giorni dopo, il presidente de Klerk mantenne la parola.

L’11 febbraio il Sudafrica è in festa: all’uscita dalla prigione di Victor Verster Mandela è accolto da una folla immensa, la stessa che quattro anni dopo lo vorrà alla guida del Paese.

Madiba continuerà a combattere per sconfiggere la segregazione razziale e la scarcerazione del leader indiscusso della lotta all’apartheid segna anche il ritorno alla legalità, dopo una delle più vergognose vicende di discriminazione razziale che la storia ricordi.
Mandela viene considerato in tutto il mondo un eroe e un simbolo di pace.

L’arcivescono anglicano, attivista e Nobel per la pace Desmond Tutu ha ricordato così la liberazione di Mandela: “Un momento significativo la liberazione di un uomo di una magnanimità straordinaria”. Tutu ha lodato Mandela per il suo impegno nel creare una società non razzista e per la mancanza di rancore verso i suoi oppressori.

Nato nel 1918, tra i leader principali dell’African National Congress, era stao condannato all’ergastolo nel 1963 dal regime razzista sudafricano. L’accusa fu quella di essere coinvolto in un’organizzazione armata che andava contro gli interessi del Paese. Dal banco degli imputati, Mandela pronunciò un celebre discorso in difesa del diritto degli oppressi alla lotta armata come ultima risorsa contro la violenza degli oppressori e si dichiarò estraneo e innocente riguardo all’accusa rivoltagli.

Nel corso della detenzione si laureò in Legge per corrispondenza alla University of London. Non accettò alcun compromesso e divenne un prigioniero scomodo e “rumoroso”. Con i suoi scritti politici parlava al mondo di libertà e uguaglianza e il suo carisma di leader della lotta contro i sistemi totalitari cresceva sempre di più.

Tre anni dopo la scarcerazione riceverà, insieme a de Klerk, il Premio Nobel per la Pace. Dopo la liberazione di Mandela, l’African National Congress (Anc) divenne legale. Le prime elezioni libere e multietniche si svolsero nel 1994 e videro la vittoria dell’Anc e l’elezione di Mandela alla presidenza della Repubblica, primo non bianco eletto a suffragio universale.

Morirà il 5 dicembre 2013. Cinque giorni dopo, allo Fnb Stadium di Johannesburg, si svolse una commemorazione pubblica alla quale parteciparono i maggiori leader mondiali, tra i quali anche l’allora presidente Obama. “È uno degli uomini più coraggiosi e influenti che l’umanità abbia avuto”. I funerali si tennero il 15 dicembre a Qunu, il suo villaggio natale.

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