L’almanacco di oggi (21 febbraio) (1953 / 1965)

L'almanacco si soffermerà su due fatti avvenuti oggi (21 febbraio)... però nel 1953 e nel 1965. Vediamo assieme quali sono!
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11 mesi fa - 21 Febbraio 2021

L’almanacco di oggi (21 febbraio) (1953 / 1965)

L’almanacco si soffermerà su due fatti avvenuti oggi (21 febbraio)… però nel 1953 e nel 1965. Vediamo assieme quali sono!

21 febbraio 1965: la morte di Malcom X
Il 21 febbraio 1965 Malcolm X, leader religioso e attivista a favore dei diritti degli afroamericani e dei diritti umani in genere, viene assassinato all’età di 39 anni con ventuno colpi d’arma da fuoco, mentre teneva un discorso davanti a quattrocento persone in un hotel di New York.

L’omicidio avvenne per mano di membri dell’organizzazione di cui era stato precedentemente portavoce, la Nazione Islamica, un controverso gruppo politico che sosteneva i diritti civili dei neri e di cui Malcolm X aveva fatto parte. Negli Stati Uniti era il primo giorno della Settimana Nazionale della Fratellanza.

Malcolm X è considerato una delle figure più importanti della storia degli Stati Uniti del secondo dopoguerra e, insieme a quello che molti considerano uno dei suoi rivali, Martin Luther King, uno degli esponenti più importanti del movimento dei diritti civili dei neri d’America.

Nato a Omaha, nello stato del Nebraska il 19 maggio 1925, Malcolm X divenne famoso in tutti gli Stati Uniti nel 1957 quando, a seguito dell’arresto di un membro della Nazione Islamica da parte della polizia di New York, riuscì in poche ore a radunare una folla davanti alla stazione di polizia.

Insieme a un avvocato chiese di vedere l’uomo, ma la polizia negò di averlo in custodia, ma quando le persone all’esterno della stazione di polizia diventarono diverse centinaia i poliziotti cambiarono idea e permisero a Malcolm X di incontrare il detenuto che aveva ricevuto diversi colpi alla testa ed era in gravi condizioni.

Malcolm X riuscì a farlo trasportare in ospedale. Da quel momento Malcolm X fu invitato molte volte alla radio e alla televisione e le sue dichiarazioni finirono spesso pubblicate sui giornali.

In uno dei suoi più famosi discorsi, Malcolm X dichiarò che i neri degli Stati Uniti dovevano lottare per i loro diritti «con tutti i mezzi necessari».

Malcolm X fu sempre molto ostile nei confronti dell’altro grande leader del movimento dei diritti civili, Martin Luther King, che definì uno “strumento” della repressione dei bianchi e di cui criticò le posizioni non-violente, sostenendo che facevano il gioco dell’oppressore e insegnavano ai neri a non reagire.

Negli anni il suo pensiero, partito da posizioni oltranziste e di contrapposizione violenta allo status quo, andò incontro a una significativa evoluzione che lo portò a sostenere, infine, che la religione islamica era in grado di abbattere ogni barriera razziale e ogni forma di discriminazione.

Una settimana prima di essere ucciso, Malcolm e la sua famiglia erano sopravvissuti a un attentato dinamitardo contro la loro abitazione. È probabile che Malcom X temesse da tempo per la propria vita: nel 1964, era stata pubblicata una sua fotografia con una carabina in mano, intento a tirare la tenda della sua finestra per controllare fuori.

La foto era accompagnata dalla scritta “con tutti i mezzi necessari” e si riferiva alle minacce di morte ricevute. Ai funerali di Malcolm X, celebratisi il 27 febbraio 1965 ad Harlem, partecipò una folla immensa, dopodiché il suo corpo venne sepolto nel Cimitero di Ferncliff, ad Hartsdale, New York.

Tre membri della Nation of Islam (N.O.I.) furono arrestati per il suo assassinio: benché tutti e tre fossero condannati per omicidio nel marzo del 1966, uno solo di essi si confessò colpevole.

21 febbraio 1953: Crick e Watson scoprono la struttura del DNA
A distanza di tanti anni dalla sua scoperta, la doppia elica del DNA continua a stupire e affascinare tutti. Il 21 febbraio 1953, nei laboratori di Cambridge il biologo americano James Watson e il fisico britannico Francis Crick intuirono la struttura della molecola della vita, la struttura a doppia elica del DNA, che significa acido desossiribonucleico, descrivendone anche in modo completo il meccanismo che porta alla sua duplicazione.

«Abbiamo trovato il segreto della vita!»: quella scoperta avrebbe aperto un nuovo e fondamentale filone di ricerca scientifica e offerto maggiori speranze a milioni di pazienti affetti dalle più diverse malattie.

Ma la strada per arrivare a questo risultato era stata lunga. Già nel 1865, le leggi di Mendel sull’ereditarietà avevano fornito la chiave dell’esistenza di un preciso codice genetico. Da allora si erano fatti ulteriori passi in avanti in questo campo e all’inizio degli anni Cinquanta si sapeva quasi tutto del DNA, tranne che forma avesse.

Il 1953 fu l’anno decisivo. In quell’anno la biologa inglese Rosalind Franklin, ricercatrice al King’s College di Londra, riuscì a fotografare il modello base della molecola del DNA e fu proprio questa foto che Francis Crick e James Watson utilizzarono per portare a termine le loro ricerche.

Si arrivò così allo storico annuncio all’Eagle Pub, cui seguì un articolo sull’autorevole rivista Nature, che il 25 aprile dello stesso anno mostrò al mondo accademico il modello a doppia elica della molecola di acido desossiribonucleico.

L’immagine ritraeva due filamenti con uno scheletro formato da basi azotate, zucchero e acido fosforico, avvolte intorno a un asse centrale, disegnando così un’elica.

In quel documento non si accennava, purtroppo, ai meriti di Rosalind Franklin, che quattro anni dopo morì di cancro, contratto per l’eccessiva esposizione nella sua ricerca alle radiazioni da raggi X. Il suo nome rimase nell’ombra anche nel 1962 quando a Watson e Crick fu consegnato il Premio Nobel per la Medicina per le loro scoperte.

In seguito, sono stati condotti ulteriori studi che hanno permesso di comprendere, in modo completo, come l’organismo decodifica le informazioni contenute nel DNA al fine di sintetizzare le proteine necessarie al suo sviluppo. Grazie a questa scoperta è stato possibile poi capire alcune funzioni svolte dai geni e il loro ruolo nello sviluppo di molte malattie.

E’ difficile immaginare quali sorprese ci riserverà ancora la doppia elica. “Le previsioni nella scienza sono fatte per essere smentite, perché la ricerca riesce sempre a stupirci”, sottolinea Boncinelli, genetista italiano che, insieme ad alcuni collaboratori, ha scoperto la famiglia di geni che controllano il corretto sviluppo corporeo nell’uomo.

“Di certo, presto arriveremo a modificare il genoma della nostra stessa specie, per diventare più sani e longevi. Le tecnologie sono già disponibili ma siamo noi che tentenniamo, perché con l’essere umano non si può giocare”.

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