Le vittime dei test nucleari atmosferici francesi in Polinesia.
Tecnologia

Le vittime dei test nucleari atmosferici francesi in Polinesia.

“Tra il 1966 e il 1974, la Francia ha condotto 41 test atmosferici con armi nucleari in Polinesia. La ricaduta radioattiva ha colpito atolli e isole sottovento portando all’esposizione delle popolazioni locali alle radiazioni ionizzanti”.

“Per legge, le persone che sono state esposte alle radiazioni nel contesto di questi test possono presentare richieste di risarcimento al governo francese se sviluppano determinati tumori da radiazioni“.

“Un richiedente che soddisfa i criteri di ammissibilità di base (luogo, tempo e tipo di malattia) beneficia automaticamente della presunzione di un nesso causale tra l’esposizione alle radiazioni e lo sviluppo della sua malattia, a meno che l’esposizione non sia ritenuta troppo bassa”.

Questo è la premessa di un lavoro frutto della collaborazione di Disclose, una non-profit francese che supporta il giornalismo investigative, Intreprt, un collettivo di ricercatori, architetti e progettisti spaziali, che si concentrano sulle questioni ambientali e del programma Science & Global Security di Princeton pubblicato sul server preprint arXiv.

Usando le nuove informazioni disponibili da documenti recentemente declassificati sull’impatto radiologico dei test nucleari in Polinesia, così come dalla modellazione del trasporto atmosferico della ricaduta radioattiva, questo articolo mostra che le dosi massime di esposizione della popolazione potrebbero essere state sottostimate da 2 a 10 volte e valuta che la popolazione esposta al di sopra della soglia al di compensazione di 1 mSv/anno potrebbe essere maggiore di ~ 110.000 individui.

Quest’ultimo risultato corrisponde a circa il 90% dell’intera popolazione della Polinesia francese all’epoca dei test atmosferici.

Quindi la nuova analisi sposta la stragrande maggioranza dei polinesiani francesi oltre la soglia di esposizione per richiedere un risarcimento.

Philippe, uno degli autori del lavoro, stima che, ipotizzando un tasso di tumori dello 0,2% all’anno, circa 10.000 malati o le loro famiglie potrebbero richiedere retroattivamente un risarcimento di circa 700 milioni di euro e i futuri tumori costerebbero circa 24 milioni di euro all’anno.

Tuttavia, il governo francese riconoscerà l’analisi? I polinesiani avranno a disposizione gli strumenti per farsi valere?

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