“Mike Nichols. A Life”: esce il 2 febbraio la biografia ufficiale del talentuoso regista de “Il Laureato”

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di  redazione

“Mike Nichols. A Life”: esce il 2 febbraio la biografia ufficiale del talentuoso regista de “Il Laureato”

29 Gennaio 2021

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Uscirà ufficialmente il 2 febbraio “Mike Nichols. A life“, la biografia ufficiale di Mark Harris sul talentuoso regista, comico e produttore di origini russe ma naturalizzato statunitense.

Quel talento di Mike Nichols

Dopo tre anni e mezzo di ricerca e attingendo a numerosi documenti, comprese oltre 250 interviste con chi lo conosceva bene, Harris ricostruisce la vita e la carriera singolari di Nichols, dalla sua infanzia di immigrato ebreo tedesco di origini russe a Chicago fino al giorno in cui è morto, nel 2014, a 83 anni.

Dopo lo sfolgorante esordio con il pionieristico duo comico con la cabarettista Elaine May tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60, Nichols approda come regista a Broadway con quattro spettacoli di successo in cartellone contemporaneamente (tra cui “A piedi nudi nel parco” del 1963 e “La strana coppia” del 1965).

Da lì a poco il debutto al cinema appare scontato. Il primo film è del 1966 (“Chi ha paura di Virgina Woolf?“), al quale seguiranno pellicole indimenticabili come “Il Laureato“, “Silkood“, “Una donna in carriera” o “Closer“.

Del 2003 è invece il premiato adattamento televisivo per l’HBO dell’opera Premio Pulitzer “Angels in America” di Tony Kushner, che per altro è stato per 18 anni il marito dello stesso Harris.

Il dono di Nichols come regista era la sua capacità di individuare i più piccoli e malinconici dettagli che componevano un suo personaggio.

Era forse la sua goffaggine a renderlo vigile nello studio continuo e silenzioso del comportamento umano.

Harris non rinuncia ad indagare a fondo, in questa biografia, nel lato maniacale del regista, quello che negli anni Ottanta lo condurrà a essere per un periodo a essere dipendente dalla cocaina e dal crack.

Uomo inquieto e difficile da conoscere, Nichols si è sposato quattro volte anche se la donna della sua vita rimane la sua ultima moglie, la nota giornalista Diane Sawyer.

L’omaggio cartaceo di Mark Harris al regista

In merito al libro, Mark Harris ha rilasciato a Variety una toccante dichiarazione sulla complessità del brillante regista:

“La grande scoperta per me è stata quanto dolore e lotta si nascondessero dietro quel feroce sforzo di essere chi era. Come dice a un certo punto nel libro, penso a George Segal: ‘Mi ci vogliono tre ore per diventare Mike Nichols ogni giorno’. Bene, immagina quando non sei Mike Nichols, la persona famosa che tutti vogliono conoscere, ma quando sei un bambino, o un adolescente che si mette una parrucca e le sopracciglia ogni giorno e spera di mimetizzarsi come immigrato, e sei alle prese con la perdita di tuo padre e con una madre con la quale hai un rapporto molto burrascoso e senza sapere veramente cosa vuoi fare della tua vita, o se potresti essere in grado farlo. C’è molta felicità nel libro, ma quella di Nichols una storia più triste di quanto pensassi quando ho iniziato a lavorarci.”


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